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Ragusa Rugby, test Paganica

Domenica impegnativa per gli iblei

Dopo la vittoria all’insegna della determinazione e dell’entusiasmo contro la Partenope, i ragazzi del Ragusa Rugby guidati da coach Peppe Berretti sono chiamati, domenica, a sfidare Paganica.

Un esame casalingo importante per la crescita degli iblei, come sottolinea il presidente, Erman Dinatale. “Abbiamo dato una bella iniezione di entusiasmo e di voglia con la vittoria di domenica – spiega – ora, ovviamente, il prossimo test sarà fondamentale non tanto per il risultato ma per capire se quelle risposte, che del resto abbiamo sempre avuto durante tutta la stagione, in termini di immpegno ed entusiasmo saranno confermate dopo l’ultima bella prova”.

Appuntamento allo stadio del Rugby di via Forlanini con inizio alle 11 e invito generale per il successivo terzo tempo.

Anche perchè, nel pomeriggio, sarà la volta delle atlete della Seven Femminile, impegnate, a partire dalle 15, nel raduno di Coppa Italia Sicilia che vedrà, oltre alle iblee, anche Palermo, Cus, Briganti e Malta.

“Sarà un altro passo avanti – spiega coach Lorenzo Dimartino – nel percorso intrapreso e che, in particolare nell’ultimo raduno, ha visto una vera e propria prova di carattere e di forza da parte delle nostre atlete. Ora, in casa, si tratta di replicare quell’intensità e quell’entusiasmo che mi ha lasciato davvero soddisfatto nelle ultime prove e che segna il miglior viatico in vista della prossima stagione”.

Ragusa Rugby, impegno massimo

Peppe Berretti: “l’obiettivo resta sempre consolidare il gruppo”

Avezzano Rugby – Ragusa Rugby 80-0

“I nostri avversari, oggi, sono stati nettamente i migliori. E, nello spirito del rugby, non hanno mai tirato i remi in barca, giocando fino all’ultimo. Da parte mia, sono fiero dell’impegno e dell’abnegazione dei nostri ragazzi, ma il gap tra le due formazioni era evidente”.

Così Erman Dinatale, presidente del Ragusa Rugby, fotografa la trasferta, valida per il recupero della quinta giornata del campionato di serie B, per la Senior maschile iblea contro Avezzano Rugby.

Una partita conclusa 80 a 0 per i padroni di casa, e che era iniziata, soprattutto nella prima metà del primo tempo, con la grande capacità degli atleti iblei di rispondere, colpo su colpo, alla preponderanza fisica della compagine abruzzese.

A partire dalla seconda metà del primo tempo e per tutta la ripresa, un comprensibile calo fisico e mentale ha, di fatto, chiuso la sfida, almeno dal punto di vista del punteggio. In ogni caso, i ragazzi di coach Peppe Berretti e David Alan Edmond, non hanno mai mollato fino alla fine del match.

“Innanzitutto – spiega coach Berretti – devo sottolineare l’encomiabile impegno di tutti i nostri giocatori. Devo dire, inoltre, che ho registrato sensibili progressi su alcuni aspetti del gioco che abbiamo allenato nelle scorse settimane. Il calo fisico (e conseguentemente mentale) – prosegue coach Berretti – sottolinea, in negativo, il lungo periodo di inattività collettiva di dicembre/gennaio, causa Covid. Il gruppo dei giocatori è comunque consapevole che, solo attraverso la continuità negli allenamenti, si potrà migliorare. Rimane invariato – conclude Berretti – l’obiettivo di consolidare la squadra per affrontare la prossima stagione in maniera più competitiva”.

“Mi preme soprattutto ringraziare l’Avezzano per l’ottimo benvenuto – spiega Mario Bella, Team Manager della Senior Maschile – e per il successivo terzo tempo. Per quanto ci riguarda, la parola chiave è crescita. E queste partite servono proprio a cementare il gruppo e a prepararci al meglio per le sfide successive e, in particolare, per il nostro percorso che guarda in prospettiva”.

Ragusa senza paura davanti alla Primavera

Rugby, bella partita contro una squadra stellare

“Nel rugby quando giochi al cospetto di avversari così forti, devi dare tutto quello che hai per dimostrare che non hai paura di affrontare le difficoltà. E oggi, i ragazzi che hanno affrontato una trasferta così difficile come quella contro la Primavera Roma Rugby hanno davvero riempito di orgoglio tutti noi. E’ giornate come questa che capisci che il gruppo è davvero forte e pronto ad affrontare ogni sfida”.

Il messaggio di Mario Bella, Team Manager della Senior Maschile, testimonia, al di là di ogni altra considerazione, lo spirito, positivo, con cui il Ragusa Rugby ha affrontato il recupero della giornata di Serie B, nella difficile trasferta contro la corazzata Primavera Rugby.

Una partita difficile, per i ragazzi di coach Berretti, in collaborazione con Alan David Edmond, i quali, però, sono stati in grado di offrire, al di là del punteggio finale, 98 a 3 per la formazione romana, una prova davvero gagliarda e ricca di spunti tecnici interessanti.

“I ragazzi – spiega il presidente del Ragusa Rugby Union, Erman Dinatale – non hanno sfigurato, per larghi tratti, contro un avversario che, semplicemente, non è di questa categoria. Lo sapevamo, ma i nostri atleti hanno affrontato lo stesso, senza paura, una trasferta difficile, in un campo peraltro molto particolare e infangato dalla pioggia di questi giorni. Nonostante tutto questo, posso fare loro solo un plauso, perchè, durante tutto il match, non si sono mai arresi e hanno cercato di fare sempre la loro partita”.

I ragazzi di coach Berretti sconfitti nonostante una prova di grande impegno

Sulla stessa linea, il commento di coach Berretti. “Abbiamo perso, ma senza un atteggiamento “perdente”. I punti di differenza, evidenziano l’attuale divario tecnico e fisico tra le due squadre: una, proiettata verso la promozione, la nostra, verso un percorso di consolidamento per la prossima stagione.

Dal punto di vista dell’impegno e dell’attitudine i ragazzi ragusani hanno dimostrato la voglia dì dare il 110%, non arrendendosi mai su ogni azione.

Sappiamo che il rugby, a volte, è così. Ed è giusto che sia così, perchè ci permette di crescere, sempre e comunque, se abbiamo l’applicazione e l’impegno mostrato oggi.

Spero solo che per i ragazzi, la legittima delusione per la sconfitta non si traduca in una perdita di fiducia. Questo perché, come testimoniato per tutto il corso del match, possono essere solo orgogliosi di come hanno affrontato a testa alta una squadra nettamente più forte. Vedremo ora, al ritorno con la Primavera, i progressi raggiunti attraverso il lavoro in allenamento e le prossime sfide che ci accompagneranno nel corso della stagione”.

Un momento della partita contro la Primavera Roma

Con Peppe nel cuore

Nella foto da sx: Emanuela, Katia e Saro

Non è stata una serata come le altre. Anche se, purtroppo, causa Covid, non abbiamo potuto rendergli omaggio, giocando come avremmo voluto.

Ma, nelle parole di tutti coloro che sono intervenuti, la sensazione era una sola: che Peppe Guastella fosse lì, con noi.

Tra i tanti che sono accorsi, per il secondo anno, alla nostra chiamata, ovviamente, spicca la Sua famiglia. Katia, Saro, Emanuela e Ciccio.

E poichè il rugby, lo diciamo spesso, è una famiglia, non c’è miglior modo di ricordare Peppe che con le loro parole.

“Istituzionalizzare questo momento – spiega Katia, la moglie – è rendergli onore come meritava. Lui sperava tantissimo in questo campo, ma non è arrivato a giocarci; ha potuto varcare questa soglia, solo l’ultimo giorno, per l’ultimo giro di campo, un momento che ho ancora nel cuore. Del resto, il rugby era la sua passione; dava tutto per i ragazzi. Conscio dei rischi, mi vietava (dice sorridendo), di venire al campo, per paura che mi spaventassi. E non ha mai visto una partita dei suoi figli, per lo stesso motivo: i permessi, a loro, li firmavo io. La sera prima della partita, o durante gli allenamenti, non gli si poteva parlare. Per i ragazzi, che oggi lo ricordano, è stato un esempio. Era un bravo incitatore, un Capitano con la C maiuscola, un leader”.

Saro, suo figlio, lo ricorda così. “Ero molto piccolo, ma ricordo benissimo la festa del ’94, al Koala, l’anno della Serie B. E mi ricordo di quando, piccolissimo, a fine partita, a bordo campo, rincorrevo i palloni insieme ai miei amici. Oppure, il “porompopero” che contrassegnava la fine di ogni partita. Ho iniziato a giocare per calcare le sue orme. Non è mai venuto a vedermi, per i motivi che ha detto mia mamma. Ma, una volta, sono riuscito a fargli vedere una mia trasformazione da metà campo in una partita decisiva, all’Enal, contro il Cus Catania. E la sua risata sotto i baffi, mi ha fatto capire che la sua anima da rugbista era felice. Ora, dopo essermi allontanato per qualche tempo, riprenderò la preparazione atletica e cercherò di riavvicinarmi al campo. Anche perchè, il contatto con la palla ovale, non si scorda mai”.

Emanuela, da parte sua, sottolinea così la serata: “è stato un momento che mi ha riempito il cuore. Capire che lui ha lasciato, in tante persone, un segno così profondo, è la più bella testimonianza del suo entusiasmo e del suo amore per questo sport. Io ero troppo piccola per ricordarmelo sul campo, ma ricordo che, una volta, dopo una vittoria, per scommessa si tagliò i baffi. Io, non l’ho riconosciuto, e ho pianto disperata! Con lui, felicissimo di aver vinto! E poi, ricordo un’altra volta quando, di ritorno da una partita, gli vidi la gamba totalmente escoriata. Ma lui, seppur soffrendo, non lo dava mai a vedere, e non lo fece nemmeno quella volta”.

Grazie Peppe!