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Ragusa senza paura davanti alla Primavera

Rugby, bella partita contro una squadra stellare

“Nel rugby quando giochi al cospetto di avversari così forti, devi dare tutto quello che hai per dimostrare che non hai paura di affrontare le difficoltà. E oggi, i ragazzi che hanno affrontato una trasferta così difficile come quella contro la Primavera Roma Rugby hanno davvero riempito di orgoglio tutti noi. E’ giornate come questa che capisci che il gruppo è davvero forte e pronto ad affrontare ogni sfida”.

Il messaggio di Mario Bella, Team Manager della Senior Maschile, testimonia, al di là di ogni altra considerazione, lo spirito, positivo, con cui il Ragusa Rugby ha affrontato il recupero della giornata di Serie B, nella difficile trasferta contro la corazzata Primavera Rugby.

Una partita difficile, per i ragazzi di coach Berretti, in collaborazione con Alan David Edmond, i quali, però, sono stati in grado di offrire, al di là del punteggio finale, 98 a 3 per la formazione romana, una prova davvero gagliarda e ricca di spunti tecnici interessanti.

“I ragazzi – spiega il presidente del Ragusa Rugby Union, Erman Dinatale – non hanno sfigurato, per larghi tratti, contro un avversario che, semplicemente, non è di questa categoria. Lo sapevamo, ma i nostri atleti hanno affrontato lo stesso, senza paura, una trasferta difficile, in un campo peraltro molto particolare e infangato dalla pioggia di questi giorni. Nonostante tutto questo, posso fare loro solo un plauso, perchè, durante tutto il match, non si sono mai arresi e hanno cercato di fare sempre la loro partita”.

I ragazzi di coach Berretti sconfitti nonostante una prova di grande impegno

Sulla stessa linea, il commento di coach Berretti. “Abbiamo perso, ma senza un atteggiamento “perdente”. I punti di differenza, evidenziano l’attuale divario tecnico e fisico tra le due squadre: una, proiettata verso la promozione, la nostra, verso un percorso di consolidamento per la prossima stagione.

Dal punto di vista dell’impegno e dell’attitudine i ragazzi ragusani hanno dimostrato la voglia dì dare il 110%, non arrendendosi mai su ogni azione.

Sappiamo che il rugby, a volte, è così. Ed è giusto che sia così, perchè ci permette di crescere, sempre e comunque, se abbiamo l’applicazione e l’impegno mostrato oggi.

Spero solo che per i ragazzi, la legittima delusione per la sconfitta non si traduca in una perdita di fiducia. Questo perché, come testimoniato per tutto il corso del match, possono essere solo orgogliosi di come hanno affrontato a testa alta una squadra nettamente più forte. Vedremo ora, al ritorno con la Primavera, i progressi raggiunti attraverso il lavoro in allenamento e le prossime sfide che ci accompagneranno nel corso della stagione”.

Un momento della partita contro la Primavera Roma

Con Peppe nel cuore

Nella foto da sx: Emanuela, Katia e Saro

Non è stata una serata come le altre. Anche se, purtroppo, causa Covid, non abbiamo potuto rendergli omaggio, giocando come avremmo voluto.

Ma, nelle parole di tutti coloro che sono intervenuti, la sensazione era una sola: che Peppe Guastella fosse lì, con noi.

Tra i tanti che sono accorsi, per il secondo anno, alla nostra chiamata, ovviamente, spicca la Sua famiglia. Katia, Saro, Emanuela e Ciccio.

E poichè il rugby, lo diciamo spesso, è una famiglia, non c’è miglior modo di ricordare Peppe che con le loro parole.

“Istituzionalizzare questo momento – spiega Katia, la moglie – è rendergli onore come meritava. Lui sperava tantissimo in questo campo, ma non è arrivato a giocarci; ha potuto varcare questa soglia, solo l’ultimo giorno, per l’ultimo giro di campo, un momento che ho ancora nel cuore. Del resto, il rugby era la sua passione; dava tutto per i ragazzi. Conscio dei rischi, mi vietava (dice sorridendo), di venire al campo, per paura che mi spaventassi. E non ha mai visto una partita dei suoi figli, per lo stesso motivo: i permessi, a loro, li firmavo io. La sera prima della partita, o durante gli allenamenti, non gli si poteva parlare. Per i ragazzi, che oggi lo ricordano, è stato un esempio. Era un bravo incitatore, un Capitano con la C maiuscola, un leader”.

Saro, suo figlio, lo ricorda così. “Ero molto piccolo, ma ricordo benissimo la festa del ’94, al Koala, l’anno della Serie B. E mi ricordo di quando, piccolissimo, a fine partita, a bordo campo, rincorrevo i palloni insieme ai miei amici. Oppure, il “porompopero” che contrassegnava la fine di ogni partita. Ho iniziato a giocare per calcare le sue orme. Non è mai venuto a vedermi, per i motivi che ha detto mia mamma. Ma, una volta, sono riuscito a fargli vedere una mia trasformazione da metà campo in una partita decisiva, all’Enal, contro il Cus Catania. E la sua risata sotto i baffi, mi ha fatto capire che la sua anima da rugbista era felice. Ora, dopo essermi allontanato per qualche tempo, riprenderò la preparazione atletica e cercherò di riavvicinarmi al campo. Anche perchè, il contatto con la palla ovale, non si scorda mai”.

Emanuela, da parte sua, sottolinea così la serata: “è stato un momento che mi ha riempito il cuore. Capire che lui ha lasciato, in tante persone, un segno così profondo, è la più bella testimonianza del suo entusiasmo e del suo amore per questo sport. Io ero troppo piccola per ricordarmelo sul campo, ma ricordo che, una volta, dopo una vittoria, per scommessa si tagliò i baffi. Io, non l’ho riconosciuto, e ho pianto disperata! Con lui, felicissimo di aver vinto! E poi, ricordo un’altra volta quando, di ritorno da una partita, gli vidi la gamba totalmente escoriata. Ma lui, seppur soffrendo, non lo dava mai a vedere, e non lo fece nemmeno quella volta”.

Grazie Peppe!

Ragusa Rugby, il bilancio di coach Nicita

Coach Adriano Nicita, Ragusa Rugby

Dopo lo stop ai campionati deciso dalla FIR

“Questo virus ci ha bloccato, ma forse ci ha anche insegnato che ci vuole quella sana cultura collettiva, un valore che per il rugby, come ha dimostrato la saggia decisione della federazione, è imprescindibile”.

Così Adriano Nicita, coach del Ragusa Rugby, commenta lo stop definitivo della stagione 2019/2020 in tutte le categorie.

“Ovviamente, dal punto di vista tecnico, per noi è un peccato – spiega ancora Nicita – anche perchè, come aveva dimostrato la vittoria con la Partenope, eravamo riusciti a raggiungere una maturità tale da colmare, passo dopo passo, quel gap che ancora ci separava dalle ultime quattro o cinque squadre del campionato di Serie B. E inoltre, questo stop forzato ma giusto, sarà ancora più complicato dal fatto che il prossimo anno le nostre formazioni giovanili salteranno tutte di categoria e, quest’anno, hanno giocato, purtroppo, poche partite. Sarà compito nostro far sì che la loro crescita tecnica e umana prosegua, appena potremo ricominciare, senza intoppi”.

Lo stesso Nicita fa il punto anche sulle difficoltà, in questo periodo, di proseguire il percorso tecnico e fisico, al momento in stand by.

“Ho ripetuto ancora una volta – spiega coach Nicita – che da questa grande criticità, che ci sta coinvolgendo tutti, da vicino, dobbiamo cogliere l’opportunità di una riflessione, facendo diventare, come in campo, una debolezza un punto di forza e un’opportunità di migliorarci”.

E il gruppo, in questo periodo, ha reagito bene. “E’ stato un importante stress test del gruppo che ha reagito molto bene, grazie in particolare al grande lavoro dei nostri team leader, invitando anche altre persone, al di fuori del nostro ambiente, ad allenarsi, recependo al meglio, grazie agli strumenti digitali che abbiamo a disposizione, anche in prospettiva futura”.

E proprio il futuro è, come aveva detto nei giorni scorsi il Presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale, una grande incognita. Anche se, almeno dal punto di vista tecnico, le basi sono solide, come conferma coach Nicita.

“Il bilancio di quanto abbiamo fatto quest’anno, nonostante la chiusura anticipata della stagione, è molto positivo. La serie B è stata un investimento importante da parte della società, che ci ha consentito di aprire i nostri orizzonti, acquisendo la consapevolezza che è necessario uno scatto ulteriore. La dimostrazione della bontà del cammino, è nel fatto che, dall’Under 18, abbiamo fatto esordire in prima squadra ben 7 ragazzi, e altri 4 avrebbero fatto il loro debutto nelle prossime partite. Stiamo parlando, in alcuni casi, di ragazzi di 17 anni, segno che la sinergia con i tecnici Massimo Cannata e Turi Bellina ha dato i suoi frutti. Non ultimo, anche negli allenamenti settimanali, creando quella competizione che è segno di evoluzione, tecnica e agonistica. E questo senza tralasciare gli ottimi risultati ottenuti dall’Under 14 e 16, così come il settore del mini-rugby, che ha lavorato tantissimo sotto il coordinamento di Rossana Vindigni, per coinvolgere da vicino i genitori e piantare i semi, preziosissimi, del Ragusa Rugby di domani. Anche dal punto di vista tecnico, abbiamo raccolto dati ed esperienze, come quella di Treviso dei mesi scorsi, che sono serviti per definire, al meglio, il progetto societario. E’ stato un anno intenso e pieno di lavoro; tanto è stato realizzato e tanto è ancora da realizzare, ma questa è la strada giusta. E di questo ringrazio tutti, la società in primis, i dirigenti, i giocatori e i genitori. Siamo una famiglia che cresce, – conclude coach Nicita – dove l’obiettivo principale è, e sarà sempre, la crescita in un ambiente sereno e che lavora, insieme, per il bene comune”.

Rugby, la Fir sospende la stagione 2019/2020

Il Ragusa Rugby in campo (foto Maria Angela Cinardo)

Erman Dinatale: “Scelta lodevole e sensata. Il futuro? Un’incognita”

“Superato questo periodo terribile, sarà dura riprendere l’attività agonistica. Ma soprattutto sarà difficile, in tutti gli sport, rugby compreso, far tornare la fiducia e l’entusiasmo, riportando le persone al campo. Inoltre, per la nostra società, e per tutte le realtà non professionistiche, è necessaria una profonda riflessione in prospettiva; il futuro, infatti, è una grande incognita”.

Così il Presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale, commenta la decisione della Federazione Italiana Rugby, di sospendere, definitivamente, la stagione 2019/2020. Una scelta globale e netta, per tutti i campionati, presa in anticipo rispetto a tutte le altre realtà sportive.

“La decisione del Consiglio – si legge nella nota inviata dalla Fir – determina la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione. La ripresa dell’attività domestica per la stagione 2020/21, sarà successivamente normata dal Consiglio e comunicata al movimento”.

“Una scelta ponderata e sensata – prosegue il presidente Dinatale – che è operata nel pieno rispetto della tutela della salute di tutti, atleti e appassionati. Non credo – prosegue Dinatale, che si potesse fare altrimenti”.

E’ chiaro che, come anticipato dallo stesso Dinatale, il futuro, al momento, è imprevedibile. Anche per la società iblea. “Il disastro economico e sociale che seguirà quello, auspichiamo breve, sanitario, rischia di mettere in serio pericolo la prosecuzione del nostro sport a livello agonistico. Abbiamo arrancato, finora, per la pasione e l’entusiasmo che ci accompagna da sempre, e per dare il giusto risalto all’impegno e all’entusiasmo dei nostri ragazzi, a tutti i livelli. Ma se il nostro sport, e non solo, a tutti i livelli, non ha ricevuto un sostegno in tempi normali, come si può pensare di ottenere risposte ora, che la situazione sociale ed economica rischia di essere quanto mai critica? Al momento, le priorità, sono ben altre. Oltre alla tutela della salute, che speriamo sia temporalmente limitata, bisognerà fornire risposte concrete alle persone che sono rimaste, già ora, senza lavoro. E poi a tutto il mondo produttivo, che è già in ginocchio. Quindi, c’è altro prima dello sport. Noi, al momento, possiamo solo ragionare, a livello societario, in astratto. Ma presto verrà il momento di guardarci negli occhi e capire cosa fare e come. Ovviamente, nello spirito del nostro sport, insieme e con il massimo impegno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente del Ragusa Rugby, Paolo Sartorio. “La soluzione della Fir è la più logica, quasi naturale per il momento che stiamo vivendo. E’ chiaro che questa emergenza apre degli scenari nefasti per il nostro movimento e, ovviamente, non solo. Penso ad esempio ai nostri sponsor, e alle difficoltà economiche e sociali che tutti stiamo affrontando. Il nostro sport vive del sostentamento assicurato dai suoi partecipanti. Come faranno, domani, le famiglie a sostenere, tra gli altri, lo sforzo economico di far praticare l’attività sportiva ai propri figli? E’ una domanda che, già oggi, come società, stiamo iniziando a porci”.

Lo stesso Sartorio non ha dubbi, dal punto di vista sportivo, della bontà della decisione della Fir. “E’ assolutamente in linea con lo stile etico e morale del nostro sport. Sarebbe stata un’assurdità proseguire, e la Fir ha avuto il coraggio di fare una scelta chiara. Riprendere il campionato tra qualche mese, avrebbe significato infortuni a iosa per i nostri atleti, ad ogni livello. Nel rugby, se non sei allenato al meglio, ti fai male. Ora, è il momento di rendersi conto di cosa potremo essere domani. E di scegliere, insieme, la strada migliore”.