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Nasce la Scuola Tecnica Ragusana

L’incontro per la nascita della Scuola Tecnica Ragusana

Nasce la Scuola Tecnica Ragusana. Primo confronto, molto partecipato come vedete nelle foto, nel nostro stadio del Rugby, alla presenza di Peppe Berretti e con tante colonne del nostro movimento ibleo di ieri, di oggi e, soprattutto, di domani.

La Scuola Tecnica Ragusa, infatti, è un progetto formativo proposto a tutte le risorse tecniche che hanno composto e compongono il movimento rugbistico ibleo in oltre 50 anni di storia, allenatori, arbitri e preparatori atletici, per generare occasioni ed esperienze di crescita non solo all’interno del movimento rugbistico ibleo ma anche con tutte le altre realtà sportive, sociali, culturali ed educative del nostro territorio.

I partecipanti alla prima riunione della Scuola Tecnica Ragusana

Una Scuola Tecnica capace di accogliere tutti coloro che avranno voglia di impegnarsi, ciascuno secondo le proprie competenze e disponibilità, in un progetto comune per valorizzare il capitale “sociale” che il nostro movimento ha saputo mettere in campo in questi anni, in ottica futura.

Obiettivo: “costruire”, insieme, il “domani” del nostro movimento rugbistico, attraverso un confronto attivo sia in ambito tecnico che, soprattutto, in quello formativo. Ciò di cui i nostri ragazzi, specie dopo questa pandemia, hanno assoluto bisogno.

Gli incontri sono in programma ogni secondo e quarto giovedì del mese, nel rispetto delle normative Anti-Covid. Prossima riunione fissata per l’8 Aprile.

Come emerso ieri, il coinvolgimento nasce dalla convinzione, dalla voglia di mettersi in gioco e dall’entusiasmo. E tutti siamo concordi che questa esperienza, che si compone e cresce solo attraverso la storia di ognuno dei suoi partecipanti, avrà valore maggiore soltanto se, ogni partecipante, potrà dare il suo pieno contributo all’iniziativa, per evolverci insieme.

E, visti i presupposti, la strada è quella giusta!

Il 5X1000 per il Ragusa Rugby

Al centro del progetto, quest’anno, il completamento della Club House

Il Ragusa Rugby si prepara alla riapertura della stagione, rilanciando il completamento della club house, attraverso le donazioni derivanti dal 5 per mille. Il simbolo, tra i tanti, scelto per questa riapertura che, in un certo senso, significa anche rinascita.

Il progetto, già partito con una raccolta fondi lanciata tempo fa, è infatti come spiega la stessa società, “un modo per dare consistenza concreta al gesto di chi dona il proprio 5 per mille. Cercheremo di coinvolgere i genitori dei nostri ragazzi, per “costruire” uno spazio che, in una società di rugby, è centrale per la vita quotidiana e per quel senso di appartenenza ad una storia comune, che è il filo conduttore della nostra attività sportiva”.

“Cercheremo di coinvolgere tutti i genitori dei nostri ragazzi”

Aspetto che, viste le particolari esigenze di uno sport di contatto come il rugby, nonostante il riavvio dell’attività motoria dallo scorso 18 maggio, è ancora lontano dal potersi considerare tale, anche se, come riportato in diverse occasioni dallo staff tecnico, l’entusiasmo e la voglia dei ragazzi e delle ragazze appare assolutamente intatta.

Un progetto quindi, essenziale, specie in vista del completamento degli importanti interventi di riqualificazione già in corso nello stadio di via della Costituzione.  
Il codice fiscale del Ragusa Rugby, da inserire, insieme alla propria firma, nell’apposito riquadro previsto nella Dichiarazione dei Redditi 2020, è 92041360881.

“Per uno spazio a disposizione di tutti i nostri ragazzi”

“Una realtà che si rinnova – sottolineano i vertici della società iblea – e che sceglie, come simbolo del ritorno all’attività, uno spazio a disposizione di tutti i nostri ragazzi”.

Ragusa Rugby, il bilancio di coach Nicita

Coach Adriano Nicita, Ragusa Rugby

Dopo lo stop ai campionati deciso dalla FIR

“Questo virus ci ha bloccato, ma forse ci ha anche insegnato che ci vuole quella sana cultura collettiva, un valore che per il rugby, come ha dimostrato la saggia decisione della federazione, è imprescindibile”.

Così Adriano Nicita, coach del Ragusa Rugby, commenta lo stop definitivo della stagione 2019/2020 in tutte le categorie.

“Ovviamente, dal punto di vista tecnico, per noi è un peccato – spiega ancora Nicita – anche perchè, come aveva dimostrato la vittoria con la Partenope, eravamo riusciti a raggiungere una maturità tale da colmare, passo dopo passo, quel gap che ancora ci separava dalle ultime quattro o cinque squadre del campionato di Serie B. E inoltre, questo stop forzato ma giusto, sarà ancora più complicato dal fatto che il prossimo anno le nostre formazioni giovanili salteranno tutte di categoria e, quest’anno, hanno giocato, purtroppo, poche partite. Sarà compito nostro far sì che la loro crescita tecnica e umana prosegua, appena potremo ricominciare, senza intoppi”.

Lo stesso Nicita fa il punto anche sulle difficoltà, in questo periodo, di proseguire il percorso tecnico e fisico, al momento in stand by.

“Ho ripetuto ancora una volta – spiega coach Nicita – che da questa grande criticità, che ci sta coinvolgendo tutti, da vicino, dobbiamo cogliere l’opportunità di una riflessione, facendo diventare, come in campo, una debolezza un punto di forza e un’opportunità di migliorarci”.

E il gruppo, in questo periodo, ha reagito bene. “E’ stato un importante stress test del gruppo che ha reagito molto bene, grazie in particolare al grande lavoro dei nostri team leader, invitando anche altre persone, al di fuori del nostro ambiente, ad allenarsi, recependo al meglio, grazie agli strumenti digitali che abbiamo a disposizione, anche in prospettiva futura”.

E proprio il futuro è, come aveva detto nei giorni scorsi il Presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale, una grande incognita. Anche se, almeno dal punto di vista tecnico, le basi sono solide, come conferma coach Nicita.

“Il bilancio di quanto abbiamo fatto quest’anno, nonostante la chiusura anticipata della stagione, è molto positivo. La serie B è stata un investimento importante da parte della società, che ci ha consentito di aprire i nostri orizzonti, acquisendo la consapevolezza che è necessario uno scatto ulteriore. La dimostrazione della bontà del cammino, è nel fatto che, dall’Under 18, abbiamo fatto esordire in prima squadra ben 7 ragazzi, e altri 4 avrebbero fatto il loro debutto nelle prossime partite. Stiamo parlando, in alcuni casi, di ragazzi di 17 anni, segno che la sinergia con i tecnici Massimo Cannata e Turi Bellina ha dato i suoi frutti. Non ultimo, anche negli allenamenti settimanali, creando quella competizione che è segno di evoluzione, tecnica e agonistica. E questo senza tralasciare gli ottimi risultati ottenuti dall’Under 14 e 16, così come il settore del mini-rugby, che ha lavorato tantissimo sotto il coordinamento di Rossana Vindigni, per coinvolgere da vicino i genitori e piantare i semi, preziosissimi, del Ragusa Rugby di domani. Anche dal punto di vista tecnico, abbiamo raccolto dati ed esperienze, come quella di Treviso dei mesi scorsi, che sono serviti per definire, al meglio, il progetto societario. E’ stato un anno intenso e pieno di lavoro; tanto è stato realizzato e tanto è ancora da realizzare, ma questa è la strada giusta. E di questo ringrazio tutti, la società in primis, i dirigenti, i giocatori e i genitori. Siamo una famiglia che cresce, – conclude coach Nicita – dove l’obiettivo principale è, e sarà sempre, la crescita in un ambiente sereno e che lavora, insieme, per il bene comune”.

Rugby, la Fir sospende la stagione 2019/2020

Il Ragusa Rugby in campo (foto Maria Angela Cinardo)

Erman Dinatale: “Scelta lodevole e sensata. Il futuro? Un’incognita”

“Superato questo periodo terribile, sarà dura riprendere l’attività agonistica. Ma soprattutto sarà difficile, in tutti gli sport, rugby compreso, far tornare la fiducia e l’entusiasmo, riportando le persone al campo. Inoltre, per la nostra società, e per tutte le realtà non professionistiche, è necessaria una profonda riflessione in prospettiva; il futuro, infatti, è una grande incognita”.

Così il Presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale, commenta la decisione della Federazione Italiana Rugby, di sospendere, definitivamente, la stagione 2019/2020. Una scelta globale e netta, per tutti i campionati, presa in anticipo rispetto a tutte le altre realtà sportive.

“La decisione del Consiglio – si legge nella nota inviata dalla Fir – determina la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione. La ripresa dell’attività domestica per la stagione 2020/21, sarà successivamente normata dal Consiglio e comunicata al movimento”.

“Una scelta ponderata e sensata – prosegue il presidente Dinatale – che è operata nel pieno rispetto della tutela della salute di tutti, atleti e appassionati. Non credo – prosegue Dinatale, che si potesse fare altrimenti”.

E’ chiaro che, come anticipato dallo stesso Dinatale, il futuro, al momento, è imprevedibile. Anche per la società iblea. “Il disastro economico e sociale che seguirà quello, auspichiamo breve, sanitario, rischia di mettere in serio pericolo la prosecuzione del nostro sport a livello agonistico. Abbiamo arrancato, finora, per la pasione e l’entusiasmo che ci accompagna da sempre, e per dare il giusto risalto all’impegno e all’entusiasmo dei nostri ragazzi, a tutti i livelli. Ma se il nostro sport, e non solo, a tutti i livelli, non ha ricevuto un sostegno in tempi normali, come si può pensare di ottenere risposte ora, che la situazione sociale ed economica rischia di essere quanto mai critica? Al momento, le priorità, sono ben altre. Oltre alla tutela della salute, che speriamo sia temporalmente limitata, bisognerà fornire risposte concrete alle persone che sono rimaste, già ora, senza lavoro. E poi a tutto il mondo produttivo, che è già in ginocchio. Quindi, c’è altro prima dello sport. Noi, al momento, possiamo solo ragionare, a livello societario, in astratto. Ma presto verrà il momento di guardarci negli occhi e capire cosa fare e come. Ovviamente, nello spirito del nostro sport, insieme e con il massimo impegno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente del Ragusa Rugby, Paolo Sartorio. “La soluzione della Fir è la più logica, quasi naturale per il momento che stiamo vivendo. E’ chiaro che questa emergenza apre degli scenari nefasti per il nostro movimento e, ovviamente, non solo. Penso ad esempio ai nostri sponsor, e alle difficoltà economiche e sociali che tutti stiamo affrontando. Il nostro sport vive del sostentamento assicurato dai suoi partecipanti. Come faranno, domani, le famiglie a sostenere, tra gli altri, lo sforzo economico di far praticare l’attività sportiva ai propri figli? E’ una domanda che, già oggi, come società, stiamo iniziando a porci”.

Lo stesso Sartorio non ha dubbi, dal punto di vista sportivo, della bontà della decisione della Fir. “E’ assolutamente in linea con lo stile etico e morale del nostro sport. Sarebbe stata un’assurdità proseguire, e la Fir ha avuto il coraggio di fare una scelta chiara. Riprendere il campionato tra qualche mese, avrebbe significato infortuni a iosa per i nostri atleti, ad ogni livello. Nel rugby, se non sei allenato al meglio, ti fai male. Ora, è il momento di rendersi conto di cosa potremo essere domani. E di scegliere, insieme, la strada migliore”.