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Rugby a Scuola, chiusura da urlo

I ragazzi in campo nella giornata di giovedì

La comunità del rugby di Ragusa chiude, alla grande, il progetto Scuola, curato dalla prof.ssa Giummarra, che ha avviato l’importante percorso didattico-sportivo.

E lo fa, nello stadio del Rugby totalmente rinnovato, in una giornata, quella di ieri, caratterizzata dal grande riscontro in termini di presenze e apprezzamenti.

Oltre 200 i presenti che hanno sfidato il caldo afoso e si sono dati appuntamento per una grande giornata di sport.

Presente anche il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che ha sottolineato il momento così: “è un giorno bellissimo, di ripartenza e speranza. Dopo mesi così terribili, venire qui, in questo campo, con tanti bambini presenti e appassionati verso una disciplina sportiva che forse, più delle altre, riesce a trasmettere valori importanti che accompagnano tutti nella crescita, riempie davvero il cuore. Complimenti a tutti, ed in particolare al Ragusa Rugby che esalta un impianto rinnovato e moderno che darà alla città uno spazio splendido al servizio dei giovani”.

Presente anche il neo presidente del Comitato Regionale Fir, Gianni Saraceno, che ha così “bagnato”, proprio a Ragusa, il suo debutto. “Sono impressionato, dalla struttura e soprattutto dal verde che, caldo a parte, sembra così “irlandese”. E’ bello venire qui e vedere tanti giovani così appassionati. Sono felice, è il simbolo del futuro di questo sport, che vuole uscire alla grande dalla pandemia”.

Presenti, con i propri stand, Agedo Ragusa e Amnesty International, a suggellare, come spiegano le stesse associazioni, “il legame ormai storico con il Ragusa Rugby e il cammino comune intrapreso da tempo”. Presente anche uno stand del Progetto Tanzania, che negli anni ha costruito scuole e sostenuto l’istruzione di tanti ragazzi in Africa, a suggellare il legame di solidarietà che lega tutti i partecipanti alla grande famiglia del Rugby di Ragusa.

Presente anche RagusAttiva, con cui il Ragusa Rugby, il prossimo 11 luglio, riprenderà l’iniziativa di pulizia della foce del Fiume Irminio.

Come sempre, in questi casi, presenti anche i Clown Dottori di Ci Ridiamo Su, che hanno fatto divertire i bambini, dopo l’impegno sul campo, all’insegna di giochi, scherzi e grande divertimento.

Molto emozionato il presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale. “La cornice dei bambini è incantevole. E’ un giorno particolarmente importante per tutti noi, anche perchè il ritorno in campo è sempre un momento speciale. Ringrazio l’istituto scolastico Berlinguer, e la dirigente Carmela Sgarioto, per aver sposato il nostro progetto ed averci così consentito di celebrare, al meglio questa giornata. L’obiettivo è riproporla il prossimo anno, insieme al Trofeo Cappello che, per noi, è il momento in cui si ricongiungono tutte le realtà rugbistiche siciliane e non”.

Proprio l’istituto Berlinguer di Ragusa, che ha aderito al Progetto Scuola, è stato presente in massa. La docente, Emanuela Cappello, ha ribadito la scelta di sposare l’iniziativa. “Siamo veramente molto felici di questo momento, a conclusione del progetto svolto in collaborazione con il Ragusa Rugby. I bambini di terza, quarta e quinta elementare si sono sentiti pienamente coinvolti, grazie alla professionalità e alla sapienza dei tecnici della società iblea, che sono riusciti a creare un vero e proprio gruppo con i nostri bambini”.

Peppe Berretti, tecnico federale e tutor del Ragusa Rugby, e che dal prossimo anno ricoprirà il ruolo di manager dello Sviluppo Club della società iblea, oltre ad esprimere la propria soddisfazione, ha ribadito come “questa giornata, così bella, è l’auspicio per l’uscita, definitiva, da un “periodaccio” chiamato Covid.

Complimenti a tutti coloro che hanno permesso questo progetto e che sono riusciti ad entusiasmare i ragazzi. Ora, l’obiettivo è il ritorno in campo a settembre. Nel modo più semplice, comodo e divertente possibile; un ingresso nel rugby “facilitato”, che consenta a chiunque di approcciarsi ad uno sport particolare e bellissimo”.

Loide Agosta, Team Manager Mini-Rugby, racconta l’evoluzione, anche in termini numerici, dell’iniziativa. “Non ci aspettavamo nemmeno noi che da 15 partecipanti iniziali potessimo arrivare ai numeri di oggi. Puntiamo sui più piccoli e lo faremo ancora, da settembre, con altri progetti di questo tipo e lo facciamo perchè il futuro del nostro sport, parte da qui”.