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Con Peppe nel cuore

Nella foto da sx: Emanuela, Katia e Saro

Non è stata una serata come le altre. Anche se, purtroppo, causa Covid, non abbiamo potuto rendergli omaggio, giocando come avremmo voluto.

Ma, nelle parole di tutti coloro che sono intervenuti, la sensazione era una sola: che Peppe Guastella fosse lì, con noi.

Tra i tanti che sono accorsi, per il secondo anno, alla nostra chiamata, ovviamente, spicca la Sua famiglia. Katia, Saro, Emanuela e Ciccio.

E poichè il rugby, lo diciamo spesso, è una famiglia, non c’è miglior modo di ricordare Peppe che con le loro parole.

“Istituzionalizzare questo momento – spiega Katia, la moglie – è rendergli onore come meritava. Lui sperava tantissimo in questo campo, ma non è arrivato a giocarci; ha potuto varcare questa soglia, solo l’ultimo giorno, per l’ultimo giro di campo, un momento che ho ancora nel cuore. Del resto, il rugby era la sua passione; dava tutto per i ragazzi. Conscio dei rischi, mi vietava (dice sorridendo), di venire al campo, per paura che mi spaventassi. E non ha mai visto una partita dei suoi figli, per lo stesso motivo: i permessi, a loro, li firmavo io. La sera prima della partita, o durante gli allenamenti, non gli si poteva parlare. Per i ragazzi, che oggi lo ricordano, è stato un esempio. Era un bravo incitatore, un Capitano con la C maiuscola, un leader”.

Saro, suo figlio, lo ricorda così. “Ero molto piccolo, ma ricordo benissimo la festa del ’94, al Koala, l’anno della Serie B. E mi ricordo di quando, piccolissimo, a fine partita, a bordo campo, rincorrevo i palloni insieme ai miei amici. Oppure, il “porompopero” che contrassegnava la fine di ogni partita. Ho iniziato a giocare per calcare le sue orme. Non è mai venuto a vedermi, per i motivi che ha detto mia mamma. Ma, una volta, sono riuscito a fargli vedere una mia trasformazione da metà campo in una partita decisiva, all’Enal, contro il Cus Catania. E la sua risata sotto i baffi, mi ha fatto capire che la sua anima da rugbista era felice. Ora, dopo essermi allontanato per qualche tempo, riprenderò la preparazione atletica e cercherò di riavvicinarmi al campo. Anche perchè, il contatto con la palla ovale, non si scorda mai”.

Emanuela, da parte sua, sottolinea così la serata: “è stato un momento che mi ha riempito il cuore. Capire che lui ha lasciato, in tante persone, un segno così profondo, è la più bella testimonianza del suo entusiasmo e del suo amore per questo sport. Io ero troppo piccola per ricordarmelo sul campo, ma ricordo che, una volta, dopo una vittoria, per scommessa si tagliò i baffi. Io, non l’ho riconosciuto, e ho pianto disperata! Con lui, felicissimo di aver vinto! E poi, ricordo un’altra volta quando, di ritorno da una partita, gli vidi la gamba totalmente escoriata. Ma lui, seppur soffrendo, non lo dava mai a vedere, e non lo fece nemmeno quella volta”.

Grazie Peppe!

Occhio al presente, vista sul futuro

Il Ragusa Rugby pronto a tornare dopo il lockdown

Il Ragusa Rugby lavora nel presente, pensando al futuro.

Una doppia direttrice, non certo imposta dal lockdown causa Coronavirus, bensì da una programmazione che affonda le radici all’alba dell’attuale stagione e che intende proseguire anche, e soprattutto nella prossima.

A partire dal campo, anche se, al momento lo stadio di via della Costituzione, interessato dai lavori di riqualificazione totale già programmati, è inagibile per l’attività sportiva; anche perchè, oltre al nuovo manto, il progetto prevede la riqualificazione delle strutture collegate, a partire dagli spogliatoi e dalle tribune, passando per tutti gli elementi di arredo.

“Già durante il lockdown – spiega coach Adriano Nicita – avevamo preparato, insieme allo staff tecnico, dei programmi di allenamento individuale e a distanza. Ovviamente, nonostante per le particolari caratteristiche del nostro sport, l’attività, ancora per qualche giorno, sia ancora piuttosto limitata, abbiamo già provveduto ad aggiornare i lavori per adeguarli ai nuovi decreti. Da poco, peraltro, abbiamo iniziato, per così dire, a passarci la palla, – prosegue coach Nicita – e presto, speriamo, fare partire quelle attività di gruppo essenziali per prepararci al meglio in vista della nuova stagione. Nel contempo, siamo in fase di pianificazione dei team building, per “ricostruire” tutti i gruppi, dalle Under alla prima squadra, ben sapendo che, almeno fino a settembre, non potremo contare sul nostro impianto, visti i lavori in corso”.

Lavori importanti, per i quali, specie relativamente al completamento della Club House, il Ragusa Rugby si è già attivato per far confluire le donazioni del 5X1000, da parte di tutti coloro che vorranno aderire.

Uno spazio a servizio di tutti i membri della società, e di tutti gli appassionati che intendono frequentare, a partire dalla ripresa dell’attività sportiva, l’impianto di via della Costituzione.L’aspetto agonisticamente più rilevante è però, ovviamente, legato alle prospettive della prossima stagione per la Senior.

“Con gli altri preparatori atletici – spiega il presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale – stiamo organizzando delle attività di parte generale e specifica, al via dal 15 giugno al 15 agosto, con allenamenti settimanali e obiettivi che ci consentano di giungere preparati fisicamente al meglio per la fine di agosto. Tutte le realtà, dal mini-rugby alla prima squadra, sono coinvolte, attraverso i propri allenatori, in questo percorso che ci accompagnerà alla ripresa. Per quanto riguarda il campionato, dobbiamo aspettare le indicazioni Fir, anche in vista di possibili novità organizzative e tecniche che riguarderanno la nostra categoria”.

Il blocco causato dall’emergenza Coronavirus, purtroppo, non è ancora alle spalle, soprattutto dal punto di vista agonistico, per uno sport principalmente di contatto quale il rugby.

“Stiamo contando su “rientri” molto importanti – spiega ancora coach Nicita – e questo è molto positivo per noi. E, al contempo, molti dei nostri ragazzi si stanno attivando per seguire, all’interno della nostra società, percorsi alternativi a quelli del campo in senso stretto, ovvero allenatori, dirigenti, etc…etc…Un vero e proprio cambio generazionale che nasce dalla responsabilità individuale che ognuno dei ragazzi sente di volersi assumere, e che segna un allargamento molto positivo per la nostra famiglia, fulcro del progetto Ragusa Rugby, che mira, principalmente, al meglio per la nostra comunità. Una linea verde che, quindi, dalle strutture alle persone, intende rivoluzionare, in un certo senso, il movimento rugbistico, non solo a livello provinciale.

“Il nuovo stadio – sottolinea la società – è uno degli aspetti centrali di questo progetto, un vero e proprio punto di aggregazione per far avvicinare a questa realtà non solo gli appassionati ma anche chi guarda con curiosità al nostro mondo o intende, magari attraverso i propri figli, affacciarvisi per la prima volta. Del resto, sono questi i valori centrali della nostra attività, specie per i più giovani. L’ambiente, però, non basta: per questo lavoriamo al contempo alla riorganizzazione del nostro management, coinvolgendo i più giovani membri della nostra società, per far partecipare, tutti, al medesimo obiettivo. Il tutto, purtroppo – conclude la società – è stato bruscamente frenato dall’emergenza Coronavirus, che, per il nostro sport, come abbiamo detto più volte, è particolarmente penalizzante, specie in prospettiva ripresa. Ma, finalmente, questo periodo di stop dovrebbe essere alle spalle. E, a livello organizzativo, siamo già pronti a ripartire con il massimo entusiasmo, potendo contare anche sul sostegno di tutti i nostri sponsor privati che continueranno ad aiutarci anche nel corso della prossima stagione”.

Il 5X1000 per il Ragusa Rugby

Al centro del progetto, quest’anno, il completamento della Club House

Il Ragusa Rugby si prepara alla riapertura della stagione, rilanciando il completamento della club house, attraverso le donazioni derivanti dal 5 per mille. Il simbolo, tra i tanti, scelto per questa riapertura che, in un certo senso, significa anche rinascita.

Il progetto, già partito con una raccolta fondi lanciata tempo fa, è infatti come spiega la stessa società, “un modo per dare consistenza concreta al gesto di chi dona il proprio 5 per mille. Cercheremo di coinvolgere i genitori dei nostri ragazzi, per “costruire” uno spazio che, in una società di rugby, è centrale per la vita quotidiana e per quel senso di appartenenza ad una storia comune, che è il filo conduttore della nostra attività sportiva”.

“Cercheremo di coinvolgere tutti i genitori dei nostri ragazzi”

Aspetto che, viste le particolari esigenze di uno sport di contatto come il rugby, nonostante il riavvio dell’attività motoria dallo scorso 18 maggio, è ancora lontano dal potersi considerare tale, anche se, come riportato in diverse occasioni dallo staff tecnico, l’entusiasmo e la voglia dei ragazzi e delle ragazze appare assolutamente intatta.

Un progetto quindi, essenziale, specie in vista del completamento degli importanti interventi di riqualificazione già in corso nello stadio di via della Costituzione.  
Il codice fiscale del Ragusa Rugby, da inserire, insieme alla propria firma, nell’apposito riquadro previsto nella Dichiarazione dei Redditi 2020, è 92041360881.

“Per uno spazio a disposizione di tutti i nostri ragazzi”

“Una realtà che si rinnova – sottolineano i vertici della società iblea – e che sceglie, come simbolo del ritorno all’attività, uno spazio a disposizione di tutti i nostri ragazzi”.

Ragusa Rugby sconfitto dalla Primavera

Netta vittoria della Primavera Rugby contro gli iblei

Primavera Roma Rugby- Ragusa Rugby 76-0 (p.t. 29-0)

Primavera Roma Rugby: Alessi, Martelletti, D’Ottavio, Salvemme, Merendino, Montemauri, Ventola, Serini, Falcini, Callori di Vignale S., Bilotti, Gasperini Zacco, Belcastro, Venturoli C., Di Resta.

A disp. Venturoli E. M., Campanelli, Custureri, Callori di Vignale V., Vettore, Moccia, Martelli.

Ragusa Rugby: Dinatale I., Cappa, Failla, Valenti, La Rocca, Accardi, Malfa, P.B. Vona, T.S. Vona, Criscione, Gueye, Carbonaro, Russo, Covato, Bonomo.
A disp: Mercorillo, Pignattelli, Iacono, Di Natale G., Gulino A., Zago.

p.t.: 5’m. Venturoli C. (Meta 5-0); 7’m. Bilotti (Meta 10-0); 14’m. Merendino (Meta), Martelletti (Trasformazione 17-0); 19’m. Salvemme (Meta), Martelletti (Trasformazione, 24-0); 27′ m. Montemauri (Meta, 29-0).

s.t: 41’m. Martelletti (Meta e Trasformazione, 36-0); 45’m. Montemauri (Meta), Martelletti (Trasformazione, 43-0); 52’m. D’Ottavio (Meta), Martelletti (Trasformazione, 50-0); 60’m. Falcini (Meta, 55-0); 64’m. Callori di Vignale V. (Meta), Montemauri (Trasformazione, 62-0); 73’m. Alessi (Meta), Montemauri (Trasformazione, 69-0); 77′ m. Martelli (Meta), Montemauri (Trasformazione, 76-0).

Arbitro: Cesare Onori (Roma)

Tra le note positive per il Ragusa Rugby, il rientro di Cappa

Un tempo praticamente estivo ha accolto il Ragusa Rugby a Roma, nella sfida contro la Primavera Rugby. Una squadra ancora imbattuta nel campionato di Serie B, che ha imposto, in casa, la legge del più forte, dominando nettamente la sfida con gli iblei.

Nonostante il gap, i ragazzi di coach Adriano Nicita, hanno fatto la loro gara fino alla fine, riuscendo, nella seconda parte del match, a sviluppare buone trame di gioco.
Peraltro, i risultati provenienti dagli altri campi, come la sconfitta casalinga di Messina e la vittoria dell’Olimpic sul Benevento, tutte formazioni che si giocano, con il Ragusa Rugby, la permanenza in Serie B, hanno comunque reso meno amara una sconfitta preventivabile, come quella con la Primavera.

“Una squadra più forte, come già sapevamo – spiega il Team Manager, Luca Tavernese – che ha imposto il suo gioco fin dall’inizio, gestendo la gara al meglio. Per noi, un’occasione utile, specie nella parte finale, per provare alcune novità nel nostro gioco, e, soprattutto, per far acquisire minuti importanti, dal punto di vista agonistico, ai nostri giocatori al rientro da infortuni, come Giorgio Carbonaro o Gianni Zago, ma anche lo stesso Alessandro Cappa. Altra nota positiva, l’ingresso in campo di altri elementi del nostro “vivaio” Under 18. Per il resto, una sconfitta che ci aspettavamo, il nostro cammino prosegue”.