Under18: RAGUSA RUGBY-SAN GREGORIO 34-5

 

C’è già da essere lieti soltanto per il fatto che allo Stadio del Rugby di via Forlanini le formazioni Under18 del Ragusa e del San Gregorio abbiano giocato.
Che poi la partita sia stata regolarmente disputata e meritatamente vinta dai nostri ragazzi rappresenta un evento quasi straordinario.
Non tanto per la vittoria, quanto per il fatto in sé, che il Ragusa Rugby Under 18 abbia potuto sporcare i propri indumenti in campo per un match ufficiale.
34-5 il risultato finale, e parlarne a bordo campo coi tecnici Peppe Gurrieri e Alessio Lamia – in stretto ordine cronologico di chiacchierata – diventa esercizio insperato.
I suoi ragazzi sono ancora lì a cercare un’ultima meta che non arriva, e coach Gurrieri commenta serenamente: “Mi fa molto piacere che finalmente i ragazzi abbiano avuto l’opportunità di giocare, anche se si vede che la mancanza di continuità genera errori evitabilissimi…”
Chiedo come ha visto la sua squadra. Risponde con flemma, “Dieci minuti di buon livello ed intensità. Poi gli ultimi 20’ del primo tempo regalati agli avversari: fosse stata compagine ben più solida, sarebbe stata altra gara per noi, tutta in salita. Il secondo tempo è andato decisamente meglio, anche se con qualche errore di troppo…” 
Cercando il pelo nell’uovo?
Coach Gurrieri risponde: “Dovremo lavorare un po’ di più sulla parte atletica, perché tra poco non ci si potrà più permettere di regalare 20’ a nessuno. L’intensità è importante, anche se purtroppo non giocare con continuità comporta questo tipo di conseguenze. E poi lavorare su altre soluzioni in seconda linea: abbiamo iniziato in settimana e continueremo…”
Coach Alessio Lamia fa eco per quanto riguarda quell’interruttore che si è spento nel primo tempo, dopo soli dieci minuti di gioco. “Quando non si gioca per più di un mese, bisognerebbe entrare in campo affamati… E invece… Niente, proprio un interruttore che si spegne. Non giustifico i miei ragazzi per il fatto che, dopo il loro splendido inizio, abbiano compreso di poter vincere la partita senza troppi patemi, e si siano adeguati: non va bene…”
E durante la pausa? Cosa hai detto ai tuoi giocatori?
“Ho chiesto di rientrare in campo come se niente fosse successo: ho chiesto di ricominciare un’altra partita… Eh si, in effetti è andata meglio, ho visto più volontà e una ricerca costante di ciò che avevo chiesto, soprattutto sui punti d’incontro…”

Il lavoro dei tecnici del Ragusa Rugby, fortemente penalizzato dai continui ritiri e rinvii, e dunque dall’eccessiva diluizione del calendario, mira in ogni caso a programmare il futuro di questa squadra. Che avrebbe tutte le potenzialità per entrare in Elite, ma che ancora non riesce ad avere una propria marcata identità che la continuità di gioco contribuirebbe, non poco, a consolidare, offrendo tutti gli spunti per migliorarsi e per lavorare su basi solide. Ma intanto, questa vittoria fa morale, ed offre spunti di riflessione e di lavoro.  

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Giuseppe Cusumano - 12 FEBBRAIO 2018