LA PERFEZIONE NON ESISTE

 

 

Federica Tribastone 20 NOVEMBRE 2017

Netta vittoria per l’Under18 del Ragusa Rugby sui pari età del Palermo che così allunga sulla seconda in classifica e si candida prepotentemente per la vittoria del girone

“L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”, recita un detto. Non si può avere tutto nella vita, le gioie vanno e vengono e pretendere non rientra mai nei piani del destino.
Lavorare sodo, camminare a testa bassa, in silenzio, quatti quatti per poi provocare un colpo di scena, questo sì che è davvero fenomenale. Volere non è potere, crederci e riuscirci sono gli ingredienti base per realizzare tutto ciò che si desidera.
L’Under18 del Ragusa domenica scorsa ha affrontato la sua seconda partita fuori casa, attraversando tutta la Sicilia per giungere a Palermo, città senza dubbio bellissima, ma non il campo in cui si è giocato, un campo stretto, piccolo, sassoso, in terra battuta.
Ciò nonostante le due compagini si sono battute degnamente fino alla fine ma è stato il Ragusa a uscirne vincitore, portando a casa la vittoria, col risultato finale di 45 a 0.
Lamia lo ha sempre detto e fatto notare: la touche DEVE essere perfetta ma i suoi ragazzi domenica hanno peccato proprio in questo fondamentale, infatti è lì che il Palermo ha puntato per fare soffrire i ragusani.
Diverso il discorso in mischia chiusa, dove i ragusani hanno dominato e da dove hanno fatto partire il loro gioco, nonostante le dimensioni del campo. Perché giocare al largo non era facile, ma pian piano, pezzo dopo pezzo e mattoncino dopo mattoncino il Ragusa è riuscito a costruire una buona rete, capace di spingere indietro gli avversari e realizzare ben 7 mete.
Il Palermo ha mostrato grande volontà e passione per questo sport, ma ha bisogno di crescere ed ha tutte le carte in regole per farlo, basta solo mettere quella stessa voglia di combattere che abbiamo visto nella touche in tutto il resto. Se i ragusani hanno cercato di allargare il gioco su tutto il campo e puntare molto sui trequarti, i palermitani invece hanno optato per una modalità di gioco un po’ più stretta che ha provocato una falla nel sistema difensivo ibleo, dando così la possibilità ai “nemici” di avvicinarsi di tanto in tanto all’area di meta bianconerazzurra.
Sette, si diceva, le mete ragusane, segnate da Ibrahim, Zingaro, Mallia, Mercorillo, dippietta di Migliorisi, e una di punizione per un placcaggio altro al limite dell’area di meta.
Alla fine, soddisfazione in casa iblea per la vittoria e i cinque punti in più in classifica, in attesa, tra due settimane, di affrontare, sul campo amico, i pari età dell’Amatori Catania 1963, già battuti alla prima di andata. Anche se negli occhi di coach Lamia c’è un velo di rammarico per le touche perse, touche su cui si è tanto lavorato ma che ieri non sono andate come si pensava dovessero. Ma la perfezione, si sa, non esiste.