Ragusa Rugby, Nicita carica la squadra

Adriano Nicita, coach del Ragusa Rugby

“Sarà un’altra sfida particolare. Frascati, soprattutto in casa, è una squadra molto tenace, con un grande punto di forza, in particolare, nella mischia. Ma i ragazzi continuano a darmi risposte positive, anche negli ultimi allenamenti. Quindi, faremo il massimo, come sempre”.


Così Adriano Nicita, coach del Ragusa Rugby, descrive la prima trasferta degli iblei nella stagione di Serie B, in programma domenica alle 15,30.
“Frascati, peraltro – aggiunge Nicita – ha perso la prima partita, e ora è all’esordio in casa. Sicuramente, i nostri avversari saranno belli carichi nell’affrontare la sfida contro di noi, domenica. Ma noi siamo pronti”.


“Subito dopo – sottolinea lo stesso Nicita – affronteremo in casa un’altra “top level” del girone, come Avezzano. D’altronde, sapevamo che questo trittico, sarebbe stato particolarmente impegnativo”.


Ma proprio coach Nicita torna sulla partita di domenica, dove il Ragusa Rugby è uscito sconfitto nella sfida con l’Us Primavera Rugby Roma.


“Abbiamo acquisito molti dati su cui lavorare – spiega – Da parte mia, sono molto soddisfatto di come i ragazzi hanno affrontato un impegno molto difficile, con una squadra che, nel corso della preparazione, ha affrontato compagini di altissimo livello e che ha una serie di individualità di categoria superiore. Ma il Ragusa Rugby ha lottato fino alla fine, nonostante un primo tempo, giocato molto bene, ma che si era chiuso in maniera penalizzante in termini di punteggio. C’è il carattere, c’è il gruppo, c’è una forte appartenenza al club, c’è la voglia di essere un esempio per tutto il movimento rugbistico ragusano. E questi, sono segnali importanti per la nostra stagione”.


Il coach degli iblei, però, non si accontenta. “Quella di domenica – sottolinea – è stata una sfida utile a capire che possiamo e dobbiamo dare qualcosa in più. Possiamo fare meglio nella touche, in mischia siamo riusciti ad uscire in maniera efficace ma senza avanzare, ma quel che è più importante è che abbiamo ancora importanti margini di miglioramento. E soprattutto la consapevolezza, da parte di tutti noi, che dobbiamo andare ancora oltre, perchè il livello delle formazioni che affrontiamo ci impone una crescita costante”.


Come si concretizza tale impegno? Nicita è sicuro. “Dobbiamo essere delle spugne, con la serenità che abbiamo dimostrato subito dopo la sconfitta di domenica, anche negli allenamenti settimanali. E con la voglia di imparare, crescere, potenziare le nostre capacità, tutti insieme. E questo, lo posso dire con grande soddisfazione, sta già accadendo”.


Ovviamente, la sconfitta di domenica ha lasciato un pò di amarezza. “Certamente, ma, come ho ribadito ai ragazzi subito dopo la partita, i risultati arriveranno. Quel che conta è vivere al meglio questa esperienza, portando, anche nel movimento rugbistico ragusano, quelle caratteristiche positive che osserviamo nei nostri avversari, anche quelli più quotati. Questo, perchè l’obiettivo centrale di questa avventura è far crescere, insieme a noi, tutto il movimento. Solo così, attraverso l’inclusione, l’innalzamento costante del livello, e il coinvolgimento della comunità ragusana, farà crescere la nostra società e, di conseguenza, la nostra squadra. E’ il modo migliore per rendere questo progetto una realtà concreta e duratura, nel tempo. E i ragazzi sono già pronti a fare la propria parte, con il sostegno di tutti”.

Domenica torna “Placca l’Omofobia”

La locandina della manifestazione

Dire no all’omofobia attraverso lo sport. Domenica è in programma una giornata in compagnia del rugby, con la sesta edizione della manifestazione “Placca l’omofobia – partite sui generis”, per affermare la libertà di genere e vestire i colori dell’uguaglianza.

Ancora una volta sarà lo stadio di rugby di via Forlanini a Ragusa a ospitare una grande festa aperta all’intera collettività, organizzata da Agedo Ragusa e dal Ragusa Rugby, con la partecipazione dei clown dottori dell’associazione “Ci ridiamo sù”. La giornata gode del contributo del Centro Servizi Culturali del Comune di Ragusa e del patrocinio della Federazione Italiana Rugby.

Torna, per il sesto anno, “Placca l’Omofobia”

Ospiti d’eccezione saranno alcuni giocatori in rappresentanza di Libera Roma, la prima squadra di rugby gay-friendly e inclusiva in Italia, insieme ai rugbisti della squadra catanese I Briganti di Librino e il Bulls Vittoria Rugby, tutti in serie C, oltre naturalmente ai padroni di casa del Ragusa Rugby.

Sarà una giornata all’insegna della gioia, dello stare insieme, della condivisione e del sano sport: una domenica colorata di vita e di diritti, a partire dai colori che, come di consueto, decoreranno il viso dei giocatori.

Una festa a cui tutta la collettività è invitata a partecipare e dove grandi e piccini, sportivi e non, parenti e amici, si ritroveranno per dire no alla discriminazione di genere.

No alla discriminazione di genere. Allo stadio del Rugby di Ragusa

In programma a partire dalle 10 le partite fra le quattro squadre presenti, intervallate dai divertenti interventi dei clown dottori di “Ci ridiamo su”, che presenteranno anche il video realizzato questa estate insieme ai giocatori del Ragusa Rugby per sensibilizzare sul tema dell’omofobia.

Al termine delle partite la consegna della coppa della promozione alla squadra ragusana.

La giornata si concluderà con l’immancabile grigliata comune nel village che sarà allestito nello stadio che ospiterà stand con panini e bibite, banchetti informativi, iniziative.

La giornata sarà presentata dalla frizzante allegria di Mara Gelmini.

Un ringraziamento per il sostegno a Amnesty International – Ragusa, Arcigay Ragusa, Lebowski Music Network, Katastole’ Prospettive E Casa Delle Maschere.

I colori di “Placca l’Omofobia”

Mediapartner il sito Ragusaoggi.it.

Per info: pagina facebook Ragusa Rugby.

Il Ragusa Rugby apre la stagione

I ragazzi del Presidente Dinatale già in campo

Il Ragusa Rugby, dopo l’intenso lavoro estivo, anche in palestra, sotto la guida attenta di Alfio Nifosì, apre ufficialmente i battenti della stagione sportiva 2019/2020, lunedì 2 settembre alle 20,30, nell’impianto sportivo di via della Costituzione.

Si tratta del primo allenamento ufficiale dei ragazzi del Presidente Erman Dinatale, anche se, di fatto, l’attività sportiva per preparare l’avvio della Serie B, in programma il 20 ottobre, non si è mai interrotta nel corso del periodo estivo.

“Molti dei ragazzi – spiega il team manager, Luca Tavernese – hanno già saggiato il campo, in una sorta di attività pre-stagionale, che, soprattutto in palestra, ha dato ottimi risultati. Ma lunedì, l’avvio ufficiale sancisce una sorta di raduno generale per programmare, anche dal punto di vista tecnico-tattico, i punti di forza principali di una stagione che, visto il rango delle altre realtà sportive, è già di altissimo livello”.

E, nel prossimo fine settimana, il 7 e 8 settembre, è infatti già tempo di ritiro.

“Ci ritroveremo a Kastalia – spiega ancora Tavernese – per concentrarci al meglio sugli obiettivi stagionali. Saranno 4, complessivamente, le sessioni di allenamento, utili per tracciare le linee guida che accompagneranno il lavoro, in campo e fuori, in preparazione del campionato”.

Soddisfatto, per i primi approcci, il Presidente, Erman Dinatale. “Molti ragazzi sono già al lavoro da tempo – spiega – qualche altro importante elemento non ha potuto seguire con costanza gli allenamenti, ma lunedì, per tutti, è il momento di partire con la massima dedizione”.

Lo stesso Presidente Dinatale, rivolge un invito speciale.

“L’appuntamento di lunedì, coinvolge tutti i giocatori del Ragusa Rugby, ma anche tutti coloro che vogliono far parte di questa bellissima avventura. La Serie B, del resto, appartiene a tutta la comunità rugbistica iblea. Quindi – conclude Dinatale – il campo è aperto a tutti coloro che vogliono iniziare ad allenarsi con noi, per fornire il loro prezioso contributo ad una stagione che, ne sono certo, sarà intensa ma ricca di soddisfazioni”.

Ragusa Rugby, il cuore oltre gli ostacoli

Il Team Manager dell’U-16, Giuseppe Cusumano, in Tanzania

Scuole, dormitori, aule per lo studio. Il viaggio di Giuseppe in Tanzania

Giuseppe Cusumano, in Africa, per il progetto Tanzania

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.

Questa frase, di Madre Teresa di Calcutta, descrive al meglio il “prossimo” sogno di Giuseppe Cusumano.

Giuseppe nella missione di Padre Ricceri

Il nostro team manager dell’Under 16, è in viaggio in Tanzania, come fa due volte l’anno, per il progetto di sostegno alle attività di Padre Salvatore Ricceri, missionario siciliano di Biancavilla, che da oltre 30 anni si occupa dei bambini dello Stato africano.

Questa volta, tocca ad un’aula di chimica e biologia. Da realizzare, perchè l’istituto più vicino si trova a 38 km, che i ragazzi dovrebbero percorrere rigorosamente a piedi.

Garantire un futuro scolastico ai ragazzi della missione. Il “sogno” di Giuseppe

Quindi, delle due l’una: senza aiuto, dei giovani e promettenti ragazzi africani, potevano smettere di studiare.

Ma Giuseppe, insieme con altre persone coinvolte nel progetto voluto dall’Ambasciatore Italiano in Tanzania, dott. Luigi Scotto, applica il principio di Madre Teresa nel quotidiano.

Studiare. Un verbo che, in Tanzania, spesso costa mille sacrifici. Anche per aspetti che sembrano semplici

Servono 7.000 euro. E quindi, come se fosse la cosa più naturale e semplice del mondo, devono essere raccolti in pochi mesi. Ed è quello che accade: tra febbraio e giugno, in soli quattro mesi, si conclude la raccolta. L’aula può essere costruita.

E Giuseppe, proprio in questi giorni, sta andando lì, per l’avvio dei lavori.

La famiglia del Ragusa Rugby arriva anche in Tanzania

“In realtà, – spiega – dal 2014, anno in cui abbiamo iniziato ad affiancare le attività di padre Ricceri, abbiamo davvero costruito e realizzato davvero di tutto. Dalle scuole materne, a quelle elementari, alle guardie mediche pediatriche; insomma, tutto ciò che serve per dare una mano ai ragazzi della comunità. Ovviamente, il nostro è un piccolo contributo, che si concretizza in due visite l’anno. Ma tra ridipingere le aule o sistemare i dormitori, qualcosa da fare si trova sempre”.

Spesso, infatti, anche le cose più semplici, in Africa, sembrano impossibili da realizzare.

“In questi anni abbiamo anche contribuito a portare la luce in due villaggi, che altrimenti sarebbero stati completamente al buio, con tutti i problemi del caso. Ma davvero, quando siamo lì, ci occupiamo di ogni cosa. Perfino dell’assistenza di un bambino, rimasto paralizzato da un incidente all’uscita da scuola. Peraltro, il fatto di averlo assistito direttamente, mi ha fatto “accettare” nella comunità Masai. Un bellissimo momento di condivisione e di unione, del tutto inatteso”.

Giuseppe tra i ragazzi della missione

Ogni anno, il progetto si arricchisce di un nuovo tassello. L’ultimo, come detto, è legato alla nuova aula di chimica e biologia (che sarà pronta entro l’anno, assicura Giuseppe), e, inoltre “l’allaccio della luce in un altro villaggio”.

Piccole donazioni, una cifra, tutto sommato, ridotta, e tanti, tanti, tanti progetti che partono, si sviluppano e restano a disposizione della comunità.

“Da due anni – spiega Giuseppe – il Ragusa Rugby Union ha deciso di sposare questo progetto; so che posso sempre contare sul presidente, Erman Di Natale e su Luca Tavernese, il team manager, e sulla loro sensibilità, per tutto ciò che serve”.

Come abbiamo ricordato, Giuseppe è anche il Team Manager dell’Under 16 del Ragusa Rugby Union. “Quest’anno continuerò a seguire i ragazzi in questa avventura che, come sempre, sarà ricca di soddisfazioni; non solo sportive, anzi soprattutto dal punto di vista della crescita, individuale e di gruppo, dei tanti, e speciali, membri della famiglia del rugby ragusano”.