Categoria: Under 18

LO SPIRITO DEL RUGBY

di Giuseppe Cusumano

Dovendo dare forma pubblicistica alla domenica rugbistica appena trascorsa, con le rappresentative Under 16 e Under 18 del Ragusa Rugby impegnate in quel di Messina, vorrei farlo fuori dalla consueta veste di cronista.

Trascorrere una domenica insieme ai ragazzi, condividere una trasferta in pullman dalla mattina presto (anche se è domenica) è il modo perfetto per lasciarsi pervadere dallo spirito del rugby,ed è esercizio che consiglierei a tutti i genitori, in modo da vivere dall’interno emozioni, sensazioni, paure e stati d’animo di un gruppo – dentro e fuori dal campo – che rimane gruppo anche quando strade ed età sportiva conducono inevitabilmente altrove.

Il sabato ha lasciato strascichi, meno visibili sugli Under 16 ma leggermente più visibili tra i quasi maggiorenni: chi dorme, chi riesce persino a studiare, chi parlotta e chi fa scherzi, musiche da bluetooth pompano a onde alterne; più di qualcuno evidenzia una reattività da bradipo artritico, qualcun altro mi confida che questa di oggi sarà la gara più dura dell’anno, qualcun altro ancora che spera di debuttare da subito, ed è bello vedere che non vi è limite d’età quando si tratta di sorridere e di confabulare, il sole accompagna il viaggio fino al vento dello Sperone, stadio vista Stretto ma il fondo del terreno – credetemi! – non invoglierebbe nessuno al mondo a tuffarvisi sopra e magari a scivolarci bruscamente per metri e metri: nessuno, nessuno fuorché un rugbista.

Riscaldamenti e rituali vari pre-partita, il grecale tira a caso e i primi a scendere in campo sono i ragazzi della 16, contro i pari età del Lions Messina, tacchetti che sembrano sgranellare pietrisco e dall’alta tribunetta di fronte quelli della 18 a tifare a gran voce, mentre una telecamera su una rudimentale altana riprende niente meno che in diretta
(è il Ragusa Rugby, baby! E quello lassù è l’inossidabile TuriHD).

Minuto di silenzio per la violenza sulle donne (diranno i miei giovanotti a fine gara) e per gli adolescenti vittime della follia ad Ancona (si vocifera a bordo campo), roba che nessuno dirà mai – a parte me: la sensibilità è quella sbattuta in prima pagina o sui ‘social’, qui dei coetanei semplicemente si allineano in un abbraccio multicolor insieme all’arbitro, e l’applauso scroscia trasversale.

Il rugby non è roba da apertura mediatica, bisogna essere uomini dentro, che ad apparire sono bravi tutti.

Venti minuti o poco più, i ragusani ne hanno fatte già 5 di mete, senza però aver mai trasformato, anzi peggio: dando l’impressione di snobbare l’avversario, e il coach scuote la testa per questo atteggiamento irriguardoso.

Ma come? Si vince già 25-0 e si lamenta?

Rispetto. Si rispetta l’avversario giocando al meglio, non calciando in drop senza quasi volontà di farlo. Poi 2 mete subite fra un tempo e l’altro, e allora 2 cambi: e a chi non si è allenato come gli altri, questa settimana, viene concesso finalmente di dare man forte ai suoi. Sostegno,sostegno. E si finisce con altre 2 mete realizzate e un’ultima appena lambita.

Ma no, non ci siamo, abbiamo giocato lenti, sembravamo in vacanza; ci vuole atteggiamento, e questo atteggiamento non va, i ragazzi si stringono a cerchio intorno al coach, come sempre dopo aver fatto ‘corridoio’ agli avversari ed averlo ricevuto, qualche ammaccatura, nasi malconci, spintoni di troppo in gara, ma al fischio finale gli abbracci sono balsamo e leniscono ogni malessere. E il terzo tempo è una accoglienza, è ospitare senza riserve, è concedere casa propria con tutto quello che si possiede. Non tutti sanno donare, si sa. I genitori provano ad essere degni di cotanti figli.

Nel calcio si corre via, ognuno eroe di se stesso ed ognuno rancoroso per colpe sempre altrui, come sotto a una telecamera personale fin dentro al cesso: qui invece si scambiano cibo e timide parole piene di garbo, ma nel frattempo quelli della 18 sono in campo e sfiorano già per tre volte la meta. Si combatte, mancano chili e metri, fors’anche quella furberia da strada, quel cinismo famelico, ciò che rende una buona squadra simile in tutto a una legione romana sul sentiero di guerra, di certo si sapeva fosse dura: ma tra il sabato sera da quasi maggiorenni e un impegno come questo, ci sta qualche ora di sonno in meno e pure qualche piacere di comitiva in più. Tutta qui, l’assunzione di responsabilità.

E allora meta dei peloritani, e già prime contestazioni, e poi un ragazzo dei nostri sulla barella del 118, e la corsa sballata su uno scherzo di strada, e il mix di lacrime e di sangue dal naso schizzato un po’ ovunque.
Pronto soccorso, TAC, firme su autorizzazioni e mal di testa, quel naso che si gonfia e l’epifania di un ematoma insieme alle prime risate, e i messaggi e le telefonate di genitori ed amici, e le pessime notizie dal campo pietroso, e poi un altro ragazzo sul 118, un altro dei nostri, “Ma chi? Ma chi?”, altre firme e il racconto d’una gara divenuta battaglia.

E intanto, nuovi esami, accertamenti, i due ragazzi insieme dopo un po’ tra le corsie dell’ospedale, e adesso selfie e risate, e la processione dei compagni e dell’allenatore a sangue più sereno, il pullman è fuori e tra poco si rientra, le firme sulle dimissioni ed un medico che sembra una madre più che un primario (grazie al cielo): dischetto con la TAC e referti per i medici di casa, il ritorno è quasi oscurità, l’Etna fuma vermiglio e divampa il cielo, e però i ragazzi sembrano più scatenati rispetto all’andata, le solite tappe intermedie per consegnare ragazzi alle famiglie che non abitano a Ragusa, la musica pompa  ancora (ma non si scaricano mai sti altoparlanti bluetooth?), in piedi lungo i sedili si guarda fuori e si ride ancora, nessun dolore o stanchezza, fuori sembra condensa ma è la solita nebbia sparata da battaglie eoliche in quota, quel clima inatteso che accoglie chi si arrampica su questi altipiani tondi, la 14 e le ragazze ci dicono abbiano vinto a Catania ma nessuno ancora crede al punteggio finale della 18, una disfatta ma ci sarebbe tanto da raccontare.

Però, parola d’ordine: atteggiamento sbagliato. Nel rugby gli altri possono anche sbagliare, ma noi? Cosa abbiamo fatto noi per non sbagliare? Lezione importante.

E allora eccolo, lo spirito del rugby: la vita non regala nulla, anzi. E’ dura talvolta, scorretta e ingiusta spesso, non ti regala mai niente, ti irride e ti devasta. Ma quale atteggiamento abbiamo noi, nei confronti della vita? Abbiamo accanto le braccia dei compagni che ci sostengono, e dei genitori, e dei dirigenti: nessuno, dico nessuno! è mai veramente da solo, nel rugby come nella vita. Basta cercarlo, sto sostegno, e a volte neanche questo: arriva senza che ci crediamo, oppure siamo sicuri che comunque arriverà. Questo un rugbista lo sa meglio di chiunque altro. Allora sorride nel fango, è leale nella lotta, aiuta sempre chi è in difficoltà.
E – soprattutto – non si arrende mai.

O vince oppure impara, parafrasando Mandela.

Che l’arbitro sia ingiusto, che l’avversario scorretto, che il campo pietroso, che il pubblico di casa antisportivo. Un rugbista onora la vita, e generalmente mai da solo.

Troppo facile tirarsi indietro, per paura o per scoramento, o anche per stanchezza o soltanto per malessere: ma chi lo fa non è di certo un rugbista, con tutti i suoi compagni saldati intorno.

P.S.: per la cronaca:

Under 16: Lions Messina – Ragusa Rugby 10 – 37
Under 18: CLC Messina – RagusaRugby   43 –  7

Il Ragusa Rugby femminile e le sue under giocano in trasferta

Domenica per il Ragusa Rugby sarà una di quelle lunghe giornate in trasferta. La formazione femminile al San Teodoro di Librino affronta il quinto concentramento di Coppa Italia della stagione. Parte da favorita ma nel rugby non si può mai dare nulla per scontato. A seguire la nostra Under 14 giocherà con i pari età del Vulcano Rugby.

Dirette a Messina le formazioni under 16 e under 18 tutte e due impegnate con il CLC Messina. Gli appassionati iblei potranno seguire la diretta sulla nostra pagina Facebook grazie al sostegno di GS video.

Le Under del Ragusa Rugby

La grande kermesse dei ragazzi del Ragusa Rugby è stata una festa di mete, di vento e di sole: e quando un qualsiasi stadio sportivo è invaso e affollato di giovani, alla fine è sempre una bella giornata.

In campo, questa domenica, la Under 14, chiamata a dare seguito a quanto di buono fatto vedere nelle ultime gare; la Under 16, che con grande umiltà è chiamata a proseguire un cammino che si sperava più luminoso e soddisfacente; la Under 18, intenzionata a confermare i progressi dopo una altalena più di risultati che di sostanza.

Under14 Ragusa Rugby
Under14 Ragusa Rugby

La prima ad entrare in campo è la Under 14, accolta da un corridoio festoso, che contro i pari età dei Lions Messina inizia dal primo minuto ad imporre i propri ritmi vorticosi, con azioni alla mano rapidissime e soluzioni micidiali. I verdi peloritani si dimostrano lottatori di valore, non si arrendono mai, ma evidenziano limiti di intesa e di esperienza, pur con una forza fisica decisamente superiore. Di fatto il match è però un monologo ibleo, nel quale solamente in un paio di occasioni i giovanotti ospiti hanno saputo approfittare delle distrazioni dei padroni di casa, in grado di accelerare e di chiudere pressoché ogni azione con una meta. Il risultato finale, per la cronaca è di 74-12.

Under16 Ragusa Rugby in touche
Under16 Ragusa Rugby in touche

A seguire, la Under 16 affronta i coetanei del Lions Messina, in una gara che serve unicamente a definire la classifica del torneo regionale. I giovani di casa iniziano in maniera arrembante, con ben 4 mete in meno di un quarto d’ora, poi gli ospiti serrano le fila e iniziano a premere, sfiorando la meta in un paio di occasioni. I bianconeroazzurri iblei allora riprendono a premere con maggiore convinzione, e nonostante diversi errori in fase conclusiva e una inferiorità numerica – durante la quale subiscono una meta – concludono in crescendo, chiudendo il confronto con un eloquente 79-5.

Under18 Ragusa Rugby 

Anche la Under 18 entra in campo accolta da un corridoio festante, per affrontare invece l’Amatori Catania. Già dalle prime battute il match prende una piega più che positiva per i colori di casa, con un tambureggiare di azioni alla mano praticamente perfette che portano in sequenza i giocatori iblei a mettere giù l’ovale da ogni posizione. Col passare dei minuti il divario, anche atletico, pare eccessivo, nonostante l’iniziale combattività degli etnei: il dilagare ibleo ha però sicuramente prodotto uno scoramento crescente negli avversari, i quali hanno comunque onorato il Rugby fino alla fine.

In conclusione:
l’entusiasmo che avvolge sempre più la masnada dei ragazzini terribili della Under 14 è ampiamente giustificato dai risultati, in attesa però di  ulteriori prove, nelle quali sarà bene non concedere agli avversari alcuni costanti cali di concentrazione. La Under 16 mostra anche lei evidenti segnali di crescita, i nostri ragazzi avevano soltanto bisogno di tempo per maturare e il tempo sta arrivando adesso: i coach Fumarola e Nicita stanno lavorando con impegno sia per colmare definitivamente il gap (sempre più ristretto!) fra vecchi e nuovi Under 16, sia per preparare il nuovo corso del prossimo anno, sia infine in prospettiva Under 18. Under 18 che oramai veleggia con personalità e carattere, e che deve rendersi conto che solo da lei può dipendere l’esito di ogni incontro, senza nulla togliere al valore di ogni singola avversaria che si andrà ad affrontare in futuro.

Insomma, buone nuove per il futuro più o meno immediato del Ragusa Rugby.

Quadrangolare delle Regioni Under 18 a Roma

Si è svolto a Roma, presso i prestigiosi campi dell’Acqua Acetosa, il Quadrangolare tra le Regioni, inserito nel Progetto di Sviluppo Federale per Under 16 e Under 18. Si tratta sempre di una occasione di confronto per i tanti ragazzi – provenienti dai club disseminati lungo la nostra penisola – non tutti ovviamente con il medesimo grado di esperienza; ed anche una imperdibile opportunità per fare crescere tutti allo stesso modo, in base ai dettami che la Federazione intende proporre.

Le Regioni partecipanti erano 4: Abruzzo, Lazio, Liguria e Sicilia. Il Ragusa Rugby ha visto 6 dei propri ragazzi convocati per il raduno, e precisamente: Davide Cascone, Stefano Lucenti, Michael Mercorillo, Simone Malfa, Pierpaolo Pignattelli, Antonio Lopes, i quali hanno ben figurato e rappresentato i colori ragusani con il massimo dell’impegno.

Il Quadrangolare è stato vinto dalla Liguria, che nel secondo match aveva sconfitto per 1-0 la nostra rappresentativa, mostrando una migliore organizzazione nonostante una ottima gara – soprattutto in difesa – dei ragazzi siciliani, comunque sicuramente più determinati rispetto all’esordio negativo (0-2) contro la selezione abruzzese.

La dimostrazione del torneo in crescendo da parte dei ragazzi siciliani si è avuta nell’ultima gara, contro i padroni di casa del Lazio, sconfitti per 5-1 con una prestazione pressoché impeccabile.

Nonostante dunque i convocati della rappresentativa siciliana disputino per lo più tornei su base regionale, hanno dimostrato un buon livello sia tecnico che atletico, con ottime competenze di base ed attitudini: sicuramente non ci si aspettava una partenza sottotono contro l’Abruzzo, ma la grande partita contro i vincitori del Quadrangolare, e a seguire quella vittoriosa contro il Lazio, hanno evidenziato una eccellente tenuta fisica e mentale per dei ragazzi che hanno ampi margini di crescita e tanta voglia di impegnarsi. Salvo Garozzo e Giuseppe Costantino si dicono soddisfati per quanto visto in campo.

I ragazzi torneranno in campo con la propria squadra domenica prossima a Catania sfidando il San Gregorio.