Categoria: Under 16

Tanti i ragazzi in campo, il movimento rugbystico ibleo gode di ottima salute.

La lunga kermesse ragusana di questa domenica di sole, con appuntamento allo Stadio del Rugby di via della Costituzione, ha colori nitidi ma con una velatura d’ombra sullo sfondo.

Mischia ordinata Under 16 Ragusa Rugby – Amatori 1963

Sul terreno di gioco, un discreto colpo d’occhio di luce e di giocatori, si sono alternati i ragazzini della Under 14 del Ragusa Rugby, i giovanotti della Under 16, entrambi contro l’Amatori Catania 1963;
ed, a seguire, il Concentramento di Coppa Italia Femminile, che ha visto disputarsi la vittoria le padrone di casa del Ragusa Rugby, il Nissa Rugby, l’Amatori Catania, e l’Amatori 1963 Catania.

L’Under 14 ibleo ha concluso con un largo successo il proprio match contro i pari età etnei. I ragazzi biancazzurri, guidati in panchina da coach Fumarola, hanno messo in evidenza un grandissimo gioco alla mano, con eccellente proprietà di gestione dell’ovale, ed una capacità crescente di variare in diverse fasi del match il tipo di attacco. D’altro canto, in altre fasi hanno pagato metri e chili in meno rispetto agli avversari, concedendo un paio di mete per eccessiva leggerezza, fisica e di gioco. E’ una squadra, quella ragusana, di buone prospettive, che evidenzia una potenzialità offensiva notevole, con velocità e automatismi in grado di fare saltare ogni tentativo di difesa dei biancorossi etnei; con una discreta aggressività collettiva, a dispetto dello scarso peso atletico in diversi elementi.Il pubblico presente ed anche gli addetti ai lavori si sono divertiti nel seguire una partita mai noiosa, e piena di spunti davvero interessanti.Per la cronaca, il risultato finale è stato di 43-19.

Meta del Ragusa Rugby Under14

L’Under 16 è scesa in campo a mezzogiorno e mezzo. ‘Costretti’ a vincere per sperare in un ripescaggio della propria squadra come migliore seconda del torneo regionale, al cospetto della prima della classe, ovvero l’Amatori 1963 Catania, i giovanotti guidati da coach Nicita e Fumarola iniziano in maniera tambureggiante, costringendo gli avversari dentro la loro area di meta per oltre 20 minuti. E’ un assalto incessante e continuo, i ragazzi ragusani non risentono neppure della momentanea sospensione di un compagno, anzi insistono e sfiorano la meta in almeno 3 occasioni nitide e clamorose, alla fine è Simone Cusumano che mette giù l’ovale. Potrebbe essere l’inizio, ed invece è la fine.
I bianconeroazzurri smettono di giocare, e lasciano campo e iniziativa in mano agli avversari. Soltanto dopo la terza meta subita, hanno un sussulto d’orgoglio, serrano le fila e riprendono il gioco in mano, arrivando alla seconda meta con Leo Cicciarella dopo una insistita azione corale. Ma è nuovamente black-out, coi biancorossi ospiti che chiudono il discorso con un perentorio 10-33.
Troppo poco i venticinque minuti complessivi giocati (e davvero bene) per poter esprimere un giudizio positivo complessivo: possiamo dire che gli avversari hanno ottenuto il massimo da un atteggiamento troppo remissivo dei nostri ragazzi, i quali hanno messo in mostra buone potenzialità, ma una tenuta mentale e caratteriale eccessivamente labile.

L’Under 14 continua a mostrare progressi già dalla fine dello scorso anno, e la partita di ieri dimostra che la strada intrapresa è quella giusta, e potrebbe portare delle soddisfazioni, soprattutto se si continuerà a lavorare lungo la traccia oramai segnata.Per l’Under 16 lo si sapeva già, questo è un anno di transizione, durante il quale i coach devono preparare i futuri Under 18, ed altresi forgiare e temprare l’ossatura della futura Under 16. La speranza era nemmeno troppo nascosta, quella cioè di raggiungere le finali regionali: ma arrivati al passo decisivo, i ragazzi hanno mostrato buone potenzialità ma anche diversi limiti, limiti che saranno oggetto di ulteriore lavoro e verifiche da parte dei tecnici. 

Raduno regionale Under 16 per i ragazzi del Ragusa Rugby

In una bella domenica di sole si è svolto a Misterbianco il raduno regionale della Under 16 di rugby.

48 giocatori, provenienti da ogni parte dell’isola, si sono ritrovati per i saluti di rito, per una fase di riscaldamento e per una partita, di oltre un’ora e mezza, durante la quale i tecnici hanno più volte rimescolato le formazioni e dato così spazio a tutti i convocati.

I convocati per il Ragusa Rugby erano Saro Tumino, Mattia Degiovanni, Denis Spiguzza, Alessandro Liardo, Simone Cusumano, Benni Spadaro, Leo Cicciarella, Tommaso Cottone. I nostri giovani hanno ben figurato e degnamente rappresentato la nostra società, per impegno, educazione, e soprattutto per quel senso di rispetto dei ruoli e di quelle direttive che arrivavano di volta in volta dalla panchina.

Lo Staff Tecnico regionale, composto da Peppe Berretti, Tito Cicciò, Gianclaudio Bonasera e Roberto Cafaro, hanno rimarcato che si impegneranno a seguire i giocatori di concerto con le rispettive società di appartenenza, e posto l’accento sia sull’impegno che sul grande ritmo-partita, ma anche sugli eccessivi individualismi e sulla scarsa profondità impressa al gioco, da una parte e dall’altra.

A breve verranno diramate le date dei prossimi raduni. Nel frattempo tutti i ragazzi, durante il terzo tempo, hanno avuto l’occasione di rinsaldare amicizie e di farne delle nuove, i nostri hanno condiviso gran parte del loro tempo con gli amici dell’Amatori 1963 di Catania, ospiti allo Stadio del Rugby di Ragusa domenica prossima, 18 Novembre.

I nostri ragazzi sono usciti soddisfatti per la loro prova:

Simone Cusumano sottolinea la grande opportunità della convocazione,  anche se non avendo potuto giocare negli stessi ruoli dei occupati nei rispettivi club non si è riusciti a dare il 100%. Benni Spadaro, Denis Spiguzza e Mattia Degiovanni sono usciti dal campo contenti per questa nuova esperienza, in particolare Benni Spadaro, il quale non ha rinunciato a presentarsi al raduno nonostante un lieve attacco influenzale.

Da martedì si torna al lavoro: c’è da preparare il match casalingo contro gli etnei dell’Amatori 1963, e la vittoria sarebbe il modo ideale per salutare i sostenitori che accorreranno allo stadio di via della Costituzione, mostrando i progressi fatti e sperando che il campionato possa non concludersi troppo presto per i colori iblei.

Under 16: Amatori 1963 vs Ragusa Rugby 15 – 5

In mezzo al diluvio, s’apre una tregua sopra il campo di San Giovanni La Punta, dove le formazioni dell’Amatori Catania 1963 e il Ragusa Rugby partono da prospettive differenti: i biancorossi etnei intendono confermare il proprio valore, dopo la vittoria nel derby; i biancoazzurroneri iblei vogliono cancellare la falsa partenza tra le mura amiche, dimostrando che è stato soltanto un episodio negativo.

Pronti e via: i nostri giovani premono da subito sull’acceleratore, un paio di vampate, la prima centrale e la seconda laterale, poi una ruck ben sostenuta, e Saro Tumino mette l’ovale a terra.

Meta non trasformata: 0-5.

La partenza ricorda quella di due domeniche prima, contro l’Amatori Catania. Ma stavolta i ragazzi ragusani tengono botta, difendono con grande personalità, respingendo ogni assalto con lucidità e determinazione. Anzi, dopo un pericolo scampato, Tommy Cottone riparte con prepotenza, sostenuto da Leo Cicciarella, ma la meta sfuma per una banale disattenzione finale.

Serve una nuova disattenzione, stavolta difensiva, per consentire ai padroni di mettere giù l’ovale, per il pareggio: 5-5.

Tutto da rifare. I ragazzi del Ragusa Rugby riprendono in mano le redini del match, mettono sotto i padroni di casa, li tengono schiacciati sulla linea di meta, ci provano tutti in sequenza, ma la buona aggressività etnea porta ad un recupero dell’ovale, e ad una veloce azione in contropiede, con i giovani iblei estremamente indecisi in un paio di interventi, e la meta del vantaggio è servita su un piatto d’argento. 10-5.

A questo punto, per i nostri ragazzi si spengono le luci, e nonostante i coach Fumarola e Nicita tentino di tenere alta la concentrazione durante l’intervallo, la prima azione catanese della ripresa porta alla terza meta, realizzata con facilità irrisoria.

15-5.

A poco a poco, però, i ragazzi di Ragusa serrano le  fila, e iniziano a pressare con la giusta determinazione, spingendo indietro metro dopo metro i padroni di casa, i quali non riescono più a uscire dalla propria linea di difesa e sembrano sempre sul punto di soccombere. In un paio di occasioni manca l’ultimo passaggio, in un altro paio di occasioni i catanesi riescono a sventare miracolosamente, ma fino al termine della gara il risultato non cambia più, coi ragusani in avanti ed i catanesi a reggere l’urto: 15-5.

I complimenti della società ospitante fanno sicuramente piacere, così come gli abbracci fra i ragazzi di entrambe le squadre: ma anche stavolta il risultato vede il Ragusa Rugby soccombere, pur avendo dimostrato di essere – se non superiore – quantomeno alla pari contro i padroni di casa, che da stasera capeggiano la classifica del girone.

Nonostante la buona prova, dunque, i nostri ragazzi pagano oltremodo quello scellerato quarto d’ora fra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo: se i padroni di casa hanno dimostrato una eccellente propensione alla ‘aggressività’ difensiva (e senza mai una scorrettezza!), la Under 16 del Ragusa Rugby ha dato dimostrazione complessivamente di una migliore organizzazione di gioco, nonostante non siano state espresse appieno tutte le potenzialità.

A rovinare un incontro di grande sportività ed amicizia, l’infortunio di Enrico Massari, uscito dolorante tra le braccia di coach Fumarola: dai primi esami, sembra qualcosa che lo terrà lontano dal campo da gioco per un po’.

Per lui l’enorme abbraccio di tutti.

Domenica prossima si torna in quel di Catania, per la gara contro l’Amatori: sperando di portare a casa quella vittoria che ormai tutti si aspettano.

Under16: Ragusa vs Amatori 1963: 14 – 26

Aspettando l’inizio dei campionati Seniores Maschili e Femminili, la categoria Under16 permette ai tanti appassionati della palla ovale iblei di godere di un ottimo rugby. 

Probabilmente la vittoria meritata sul S. Gregorio aveva illuso un po’ tutti, sicuramente l’Amatori Catania, in una calda mattinata di quasi autunno siculo, ha provveduto a rimettere ogni cosa al proprio posto. Le sconfitte non arrivano mai soltanto per caso, e quando arrivano bisogna sempre essere bravi a farne tesoro. Per crescere e per migliorare.

Partiamo da questo.

Davanti a un pubblico molto partecipe e allegro sugli spalti, i ragazzi di Ragusa partono forte ma già si comprende che gli ospiti non molleranno facilmente, con la loro propensione a sporcare ogni singola giocata. Dopo neanche una decina di minuti di pressione e di tentativi reiterati, una ruck porta Saro Tumino fino alla linea di meta, giusto nei pressi dei pali, per la trasformazione di Benni Spadaro. Viste così le cose, sembrerebbe tutto come l’inizio di una discesa: e invece no. Qualche errore di disattenzione, qualcuno di presupponenza, e i biancorossi catanesi vedono oltremodo premiata la loro confusa pressione: ennesimo passaggio sbagliato nelle retrovie, e la corsa fino in meta è cosa facile, e pure la seguente trasformazione in mezzo ai pali, per il 7-7.

Tutto da rifare. Il problema è che adesso gli ospiti hanno preso coraggio, e invece i nostri giovani faticano a rientrare in partita. Dopo una fase molto combattuta ed asfittica in mezzo al campo, con le squadre che si fronteggiano senza grande lucidità e costrutto, serve una sontuosa iniziativa personale di Saro Tumino, abile nell’uscire in corsa dalle linee, e ad iniziare uno slalom irresistibile fino in mezzo ai pali, senza che alcun avversario sia in grado di arginarlo. Il pubblico plaude alla magnifica azione, e Benni Spadaro trasforma senza esitazione: 14-7.

Neanche il tempo di riprendere fiato che i catanesi premono sull’acceleratore, trovano un varco e vi si infilano dentro e in mezzo con grande determinazione, fissando il punteggio sul 14-14 dopo il calcio che chiude il primo tempo.

Si apre la ripresa ma i nostri non se ne accorgono. Intanto coach Fumarola è costretto ad avvicendare Dante Puccia – buono il suo esordio – con Michele Ventura, il quale, nonostante un infortunio in settimana, entra in campo schierato all’ala. Sembra che i biancazzurri ragusani abbiano preso in mano le redini del gioco, le iniziative personali fioccano ma gli ospiti in un modo o nell’altro riescono a porre argini, spesso poco ortodossi ma comunque efficaci: da una ripartenza velocissima, i biancorossi giocano alla mano con estrema rapidità, portando l’ovale fino in meta. E’ un episodio che taglia le gambe ai nostri, che accusano il colpo e mostrano i nervi. Saro Tumino viene sospeso per 10’, ma i suoi compagni si estenuano con azioni personali e frontali, senza mai dare profondità al gioco: il presidente Dinatale più volte sollecita i suoi, ma oramai anche i riflessi sembrano appannati.

L’azione finale con cui i ragazzi ragusani cercano rabbiosamente – in superiorità numerica, con 2 avversari fuori dal campo – la meta del pareggio, è emblematica di tutta una partita: oltre 10’ minuti di assalto frontale sotto i pali avversari, senza mai aprire il gioco e sgranare lo schieramento avversario, oltre 10’ minuti di testardo accanimento contro la mischia ospite, arroccata al centro della difesa coi piedi piantati sulla linea di meta, presidiando i medesimi 20 metri quadrati, in un’enfasi di ostinazione cieca (ragusana) e di sacrificio incrollabile (etneo): poi la palla che cade dalle mani iblee, rimbalza poco lontano, viene arpionata dalla apertura dell’Amatori per una cavalcata ‘coast to coast’ che porta alla meta che sancisce il risultato finale: 14-26.

A fine partita, coach Fumarola pone l’accento sulla errata interpretazione dei suoi ragazzi alla gara: al cospetto di una avversaria arroccata ed arcigna, quasi impenetrabile centralmente, si sarebbe dovuto giocare molto più aperti, alla mano e cercando la profondità, piuttosto che intestardirsi con giocate frontali.

Coach Nicita è molto critico con l’atteggiamento molle e supponente della sua squadra, quasi mai reattiva in alcuni momenti cruciali.

Di fatto, si è avuta come l’impressione che ci sia davvero molto da lavorare, partendo proprio dall’atteggiamento, mentale e caratteriale. Leggere la gara è importante, ma anche non lasciarsi sopraffare dalla fisicità degli avversari, cercando comunque di imporre il proprio gioco.

Resta l’impressione che i ‘veterani’ dello scorso anno e i nuovi arrivati di quest’anno debbano lavorare molto insieme, con continuità ed umiltà: troppe assenze in questa prima fase del campionato hanno impedito la crescita armonica di questo bel gruppo, non ancora una squadra. Ci sono adesso due settimane per lavorare con grande determinazione e per presentarsi al meglio al ‘Benito Paolone’ di Catania, contro l’Amatori 1963. Lì ci sarà poco da scherzare, e ancora meno da sbagliare.