Categoria: Mini Rugby

Ragusa Rugby, entusiasmo e partecipazione

Peppe Berretti nominato Manager dello Sviluppo del Club

Da sinistra: Erman Dinatale, Adriano Nicita, Dario Imbesi, Gianna Giummarra, Stefano Russo, Paolo Sartorio, Peppe Cusumano, Peppe Berretti, Andrea Buscemi, Luca Tavernese

“La forza di una catena è data dalla solidità di ogni singolo anello, il quale ha il compito di svolgere al meglio la sua funzione. Altrimenti, pochi anelli si sovraccaricano il lavoro di tutti, e la catena si spezza”.

Così Peppe Berretti, neo Manager per lo Sviluppo Club del Ragusa Rugby, presenta il suo nuovo ruolo, ufficialmente avviato con la riunione del direttivo che si è svolta nei giorni scorsi.

Un ruolo cruciale, perchè come sottolinea ancora lo stesso Peppe, “la parola chiave che dovrà diventare sempre più centrale è consapevolezza. A partire dalle azioni quotidiane, che devono tendere, sempre, a stimolare e valorizzare tutti a fare il meglio possibile. Proprio come una squadra di rugby in campo, dove ognuno, con ruoli diversi, deve impegnarsi al massimo per consentire, a tutta la squadra di raggiungere la meta.

Da Manager per lo Sviluppo del Club, Peppe si occuperà, in particolare, di “sistemare quelle procedure organizzative e operative che consentiranno, al massimo in uno o due anni, di essere maggiormente efficaci come società, in particolare nel quotidiano. Obiettivo principale: generare entusiasmo e partecipazione in un sempre maggior numero di persone. Anche perchè, come emerso da ultimo nella riunione del direttivo, proprio questo appare come il problema centrale da risolvere. Tante persone, infatti, “girano” intorno al club, ma spesso non si riesce a fidelizzare l’impegno di ciascuno e renderlo continuo e costante nel tempo. Ecco, questo sarà il mio impegno principale”.

Peppe è un’istituzione del movimento rugbistico siciliano. Fin da giovanissimo ha militato, da giocatore, in tutte le nazionali giovanili, dall’Under 15 all’Universitaria. Nel frattempo, il suo nome è legato alle giovanili prima e alla prima squadra poi, dell’Amatori Catania con cui, a soli 16 anni, ha esordito in serie A. Poi, l’impegno nelle Fiamme Oro a Roma e ancora una parentesi in Serie A, questa volta tra Catania e Roma. Poi, tre anni di stop e l’impegno con la Zagara Catania, sempre in serie A. Tra il 2000 e il 2004 l’impegno in serie B proprio a Ragusa, per poi chiudere la carriera da giocatore a San Gregorio, dopo la promozione in Serie A.

Proprio da San Gregorio, nelle giovanili, inizia l’impegno da allenatore e subito dopo nello staff tecnico federale. Prima, l’impegno come responsabile dei progetti nelle scuole, per due anni, poi responsabile tecnico regionale di tutti i progetti federali per i 6 anni successivi, compresa la formazione dei giocatori e degli allenatori, in particolare. Infine, negli ultimi due anni, l’impegno nella promozione e nello sviluppo del movimento rugbistico a livello regionale.

“A Peppe vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la nostra società, con l’orgoglio e la soddisfazione di avere una risorsa in più nell’obiettivo di far crescere il nostro movimento all’interno della comunità iblea”.

Rugby a Scuola, chiusura da urlo

I ragazzi in campo nella giornata di giovedì

La comunità del rugby di Ragusa chiude, alla grande, il progetto Scuola, curato dalla prof.ssa Giummarra, che ha avviato l’importante percorso didattico-sportivo.

E lo fa, nello stadio del Rugby totalmente rinnovato, in una giornata, quella di ieri, caratterizzata dal grande riscontro in termini di presenze e apprezzamenti.

Oltre 200 i presenti che hanno sfidato il caldo afoso e si sono dati appuntamento per una grande giornata di sport.

Presente anche il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che ha sottolineato il momento così: “è un giorno bellissimo, di ripartenza e speranza. Dopo mesi così terribili, venire qui, in questo campo, con tanti bambini presenti e appassionati verso una disciplina sportiva che forse, più delle altre, riesce a trasmettere valori importanti che accompagnano tutti nella crescita, riempie davvero il cuore. Complimenti a tutti, ed in particolare al Ragusa Rugby che esalta un impianto rinnovato e moderno che darà alla città uno spazio splendido al servizio dei giovani”.

Presente anche il neo presidente del Comitato Regionale Fir, Gianni Saraceno, che ha così “bagnato”, proprio a Ragusa, il suo debutto. “Sono impressionato, dalla struttura e soprattutto dal verde che, caldo a parte, sembra così “irlandese”. E’ bello venire qui e vedere tanti giovani così appassionati. Sono felice, è il simbolo del futuro di questo sport, che vuole uscire alla grande dalla pandemia”.

Presenti, con i propri stand, Agedo Ragusa e Amnesty International, a suggellare, come spiegano le stesse associazioni, “il legame ormai storico con il Ragusa Rugby e il cammino comune intrapreso da tempo”. Presente anche uno stand del Progetto Tanzania, che negli anni ha costruito scuole e sostenuto l’istruzione di tanti ragazzi in Africa, a suggellare il legame di solidarietà che lega tutti i partecipanti alla grande famiglia del Rugby di Ragusa.

Presente anche RagusAttiva, con cui il Ragusa Rugby, il prossimo 11 luglio, riprenderà l’iniziativa di pulizia della foce del Fiume Irminio.

Come sempre, in questi casi, presenti anche i Clown Dottori di Ci Ridiamo Su, che hanno fatto divertire i bambini, dopo l’impegno sul campo, all’insegna di giochi, scherzi e grande divertimento.

Molto emozionato il presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale. “La cornice dei bambini è incantevole. E’ un giorno particolarmente importante per tutti noi, anche perchè il ritorno in campo è sempre un momento speciale. Ringrazio l’istituto scolastico Berlinguer, e la dirigente Carmela Sgarioto, per aver sposato il nostro progetto ed averci così consentito di celebrare, al meglio questa giornata. L’obiettivo è riproporla il prossimo anno, insieme al Trofeo Cappello che, per noi, è il momento in cui si ricongiungono tutte le realtà rugbistiche siciliane e non”.

Proprio l’istituto Berlinguer di Ragusa, che ha aderito al Progetto Scuola, è stato presente in massa. La docente, Emanuela Cappello, ha ribadito la scelta di sposare l’iniziativa. “Siamo veramente molto felici di questo momento, a conclusione del progetto svolto in collaborazione con il Ragusa Rugby. I bambini di terza, quarta e quinta elementare si sono sentiti pienamente coinvolti, grazie alla professionalità e alla sapienza dei tecnici della società iblea, che sono riusciti a creare un vero e proprio gruppo con i nostri bambini”.

Peppe Berretti, tecnico federale e tutor del Ragusa Rugby, e che dal prossimo anno ricoprirà il ruolo di manager dello Sviluppo Club della società iblea, oltre ad esprimere la propria soddisfazione, ha ribadito come “questa giornata, così bella, è l’auspicio per l’uscita, definitiva, da un “periodaccio” chiamato Covid.

Complimenti a tutti coloro che hanno permesso questo progetto e che sono riusciti ad entusiasmare i ragazzi. Ora, l’obiettivo è il ritorno in campo a settembre. Nel modo più semplice, comodo e divertente possibile; un ingresso nel rugby “facilitato”, che consenta a chiunque di approcciarsi ad uno sport particolare e bellissimo”.

Loide Agosta, Team Manager Mini-Rugby, racconta l’evoluzione, anche in termini numerici, dell’iniziativa. “Non ci aspettavamo nemmeno noi che da 15 partecipanti iniziali potessimo arrivare ai numeri di oggi. Puntiamo sui più piccoli e lo faremo ancora, da settembre, con altri progetti di questo tipo e lo facciamo perchè il futuro del nostro sport, parte da qui”.

Il Ragusa Rugby rientra a scuola

Nel frattempo prosegue la formazione dei nuovi tecnici

Formazione e divulgazione, per far conoscere, a tutti, la meraviglia del gioco del rugby.

Questo il duplice obiettivo del Ragusa Rugby che, da tempo, investe risorse e programmazione sui due cardini fondamentali dello sviluppo del club con prospettiva futura.

Per questi motivi, la società iblea ha provveduto ad attivarsi per potenziare lo staff tecnico, in particolare, del Mini-Rugby, accogliendo anche risorse, professionali, provenienti da altre discipline sportive, senza limitazioni di sorta. Tre, in particolare, i nuovi ingressi, i quali hanno già partecipato ad alcuni incontri, proprio al fine di conoscere gli aspetti specifici del gioco del rugby, per poterli poi applicare e divulgare in particolare ai più piccoli.

Nel frattempo, attraverso la responsabile del Progetto Scuola del Ragusa Rugby, la prof.ssa Giummarra, il club, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica, Carmela Sgarioto, ha avviato un percorso didattico con l’istituto comprensivo Berlinguer di Ragusa, al fine, attraverso degli incontri specifici, di far conoscere agli studenti le caratteristiche e la bellezza del gioco del rugby.

“Ovviamente – spiega Peppe Berretti, tecnico federale e tutor del Ragusa Rugby – la nostra proposta, alla luca delle norme anti-Covid, si baserà semplicemente su attività motorie vicine a quelle del nostro mondo, escludendo fasi più specifiche. Nel frattempo, proseguiamo il nostro percorso di formazione interna, pienamente in linea con la filosofia del club, come abbiamo evidenziato nei primi confronti nella nostra scuola tecnica, che sta dando ottimi risultati. Un’esperienza, quest’ultima, che proseguirà anche giovedì prossimo, attraverso alcune “prove” pratiche sul campo”.

“Andiamo in campo…in meta”

I ragazzi di “Andiamo in campo…in meta”

Lo stadio del Rugby si apre all’Istituto Comprensivo Schininà

Una giornata all’aria aperta, per un primo, importante, approccio, con il terreno, che è poi l’aspetto più bello del nostro sport.

E il fiume umano degli oltre 50 alunni dell’Istituto Comprensivo Maria Schininà di Ragusa, grazie al Dirigente Scolastico, prof.ssa Lucia Palummeri, ha potuto sperimentarlo da vicino, proprio allo Stadio del Rugby di via Forlanini.

Un incontro, nell’ambito del progetto “Andiamo in campo…in meta”, che è parte di un percorso iniziato con una serie di incontri nell’Istituto Scolastico, per i primi rudimenti legati alla teoria e alla motricità, in vista della “prova” dal vivo.

Il fantastico mondo del mini-rugby

“E’ andata molto bene – spiega Rossana Vindigni, mini-rugby – oltre al buon riscontro in termini di partecipanti, l’aspetto più importante è legato alla soddisfazione e alla gioia dei ragazzi appena usciti dal campo. Il segreto? Coinvolgerli al meglio, aiutarli nelle prime esperienze con il terreno e con un pò di fango, e far vivere loro tutto il nostro mondo, con il sorriso sulle labbra, sempre”.

Prossimamente, si tornerà a scuola, per un nuovo incontro in classe. Ma l’appuntamento con il gioco dal vivo, è solo il primo di una lunga serie per i giovani rugbisti in erba.

Il mini-rugby allo stadio di via della Costituzione

“E’ importante – spiega la prof.ssa Giummarra – anche la presenza dei genitori, per far vedere loro tutta la bellezza del nostro sport. Spesso, gli aspetti più belli del rugby non sono conosciuti; e, occasioni come questa, ci permettono di aprire le porte della nostra realtà, e farla apprezzare anche a chi non la conosce”.