Under 16 “gagliarda” contro Cus Catania

Sconfitta per 36 a 22. Ma gli iblei hanno giocato da grandi

L’Under 16 offre una buona prestazione contro il Cus

Una prestazione tecnicamente molto valida, penalizzata, nel risultato finale, da 10 minuti di black-out che hanno caratterizzato i nostri ragazzi.

Un approccio, quello degli iblei contro i pari età del Cus Catania, molto diverso e di gran lunga migliore rispetto all’ultima sfida, segno dell’ottimo lavoro di preparazione svolto in queste settimane.

Gli iblei, ottimi nelle mischie, hanno avuto, come sottolinea Matteo Campo, qualche difficoltà nei punti d’incontro, ma nel complesso, sia nei passaggi che nello sviluppo del gioco, hanno portato a termine un’ottima prestazione.

Leggermente più critico, il commento di Giulio Aprile. “Non sono andate bene le touche, anche per colpa del vento e per il fatto che i nostri avversari, a livello di centimetri, erano superiori. Anche nelle ruck possiamo migliorare, ma nel complesso sono soddisfatto”.

Per Giulio Corallo, “partita tosta, dove noi abbiamo messo del nostro meglio. Per il girone di ritorno, abbiamo ottime prospettive, perchè stiamo migliorando a vista d’occhio”.

I ragazzi dell’Under 16 proseguono il percorso di crescita

Il Team Manager, Giuseppe Cusumano, trae le somme della prestazione: “Da un punto di vista tecnico siamo stati superiori ai nosri avversari, purtroppo quei 10 minuti di blocco, in cui fisicamente o mentalmente, non riusciamo a incidere, penalizzano la prestazione in termini di risultato finale. Ma stiamo continuando a migliorare, giorno dopo giorno”.

Il Ragusa Rugby “giovane” cresce

Bella partita dell’Under 18 a Catania

L’Under 18 Ragusa Rugby impegnato a Catania

Sul neutro polivalente di San Giovanni La Punta, l’Under 18 fa una grande partita contro i pari età dei Briganti di Librino. Risultato finale, 0 a 67, con un’ottima prestazione da parte degli iblei, guidati da coach Massimo Cannata e da Turi Bellina.

“Abbiamo subito, nella fase iniziale, la pressione dei nostri avversari, che per 10 minuti ci hanno tenuto nella nostra metà campo.
Per tutto il primo tempo, peraltro, avevamo il vento forte contro, che non siamo stati bravi a gestire, e che ci ha portato a sbagliare molto.

Ma quando abbiamo deciso di iniziare a giocare al meglio, abbiamo costruito un ottimo gioco alla mano, e una bella copertura del campo.
Alla fine, un’ottima prestazione, dove tutti i ragazzi hanno giocato al meglio, dimostrando di avere voglia di crescere e migliorarsi”.

L’Olimpic Roma fa valere il fattore campo

I ragazzi di coach Nicita impegnati sul difficile campo di Roma

Il Ragusa Rugby costretto a cedere nei minuti finali

Rugby Roma Olimpic Club 1930 – Ragusa Rugby 29 – 7 (p.t. 12-7)

Rugby Roma Olimpic Club 1930: Matteo Battarelli, Lorenzo Fabiani, Fabrizio Buttarelli, Adriano Pastore Stocchi, Alessandro Fabio, Marco Pollak, Andrea Casasanta, Lorenzo Settepani, Marco Cataldi, Valerio Marocco, Patrizio Gloriani, Amedeo Fatucci, Valerio De Lorenzo, Gabriele Baffoni, Tommaso Vivaldi.
A disp: Francesco Fanja Ralaimaroa Vomanana, Giorgio Quagliarini, Luca Padalino, Filippo Fratini, Adriano Angus Casagrande, Filippo Cappucci, Andrea Carruolo.

Coach: Livio Paladini

Ragusa Rugby: Ruben La Rocca, Francesco Mallia, Leonardo Chessari, Enoc Valenti, Ibrahim Diallo, Francesco Failla, Andrea Gulino, Daniele Gulino, Teseo Salvatore Vona, Daniele Criscione, Giorgio Carbonaro, Giuseppe Garozzo, Stefano Russo, Niccolò Covato, Michele Bonomo.

A disp. Mario Bella, Stefano Tumino, Nicolò Accardi, Simone Malfa, Giulio Sartorio, Emanuele Minardi

Coach: Adriano Nicita

p.t.: 8’m. Fabrizio Buttarelli (Meta) Marco Pollak (Trasformazione, 7-0); 14’m. Francesco Fanja Ralaimaroa Vomanana (Meta 12-0), 25’m. Daniele Gulino (Meta), Francesco Failla (Trasformazione, 12-7);

s.t.: 54’m. Andrea Casasanta (Meta, 17-7); 70’m. Fabio Alessandro (Meta), Marco Pollak (Trasformazione, 24-7); 74’m. Filippo Cappucci (Meta, 29 -7).

Il terreno di gioco, complici le condizioni meteo, diventa una vera e propria risaia. Così, il gioco veloce cede il passo ad una guerra di posizione, dove alla fine il Rugby Roma Olimpic Club 1930 fa valere la propria voglia e la legge del fattore campo.

Questo, in sintesi, l’epilogo di una domenica che, per il Ragusa Rugby, poteva essere di gloria. Ma così non è stato, e il risultato finale recita 29 a 7 per i padroni di casa, con gli iblei ovviamente molto delusi.

La cronaca: parte subito forte il Rugby Roma Olimpic Club 1930, e dopo il primo quarto d’ora è già 12 a 0. Ma gli iblei non si arrendono, e ribattono colpo su colpo, fino al 25′, quando raggiungono il meno 5, grazie alla meta di Daniele Gulino. Poi, è grande battaglia in campo, esaltata da un terreno ai limiti della praticabilità.

Nel secondo tempo, i padroni di casa ingranano la marcia e passano prima al 54′, per allungare poi al 70′ e chiudere il match nei minuti finali.

Trasferta difficile per i ragazzi di coach Nicita

“Il Rugby Roma si è dimostrato alla nostra portata – spiega il Team Manager, Luca Tavernese – ma, alla fine, ha giocato meglio di noi. Il terreno di gioco, ha reso la sfida una vera e propria battaglia, con ovvie difficoltà nella gestione di un pallone scivolosissimo. Abbiamo sbagliato tanto, ma la cosa che mi lascia meno soddisfatto è la poca determinazione nei momenti difficili. Dovevamo cercare di vincere e non ci siamo riusciti. Voglio sottolineare, infine, l’ottima accoglienza da parte dei padroni di casa, che ringrazio, a nome della squadra”.

Coach Adriano Nicita, nonostante la consueta apparente calma, è molto deluso.

“I nostri avversari avevano più voglia di vincere rispetto a noi, e lo hanno dimostrato – spiega – Anche a livello di “combattimento”, sono stati molto più propensi di noi a portare avanti il pallone, sfruttando le condizioni meteo, e il campo pesante. In questo senso, sono stati molto più bravi di noi, e dobbiamo solo fare loro i complimenti. Da parte nostra, continuiamo ad essere vittime di errori banali, perdendo palla troppe volte e giocando poco in attacco. Le rare volte che ci siamo spinti in avanti, peraltro, non siamo avanzati come dovevamo, e con la voglia di lottare che deve contraddistinguerci in una categoria complicata come quella che stiamo affrontando. Il punteggio finale – prosegue coach Nicita – ci penalizza, ancora una volta, oltremodo, rispetto a quello che meritavamo. Ma non è una scusante. Il bello dello sport, è che già dalla prossima settimana, possiamo lavorare meglio su alcune cose che non sono andate nella partita di oggi, analizzando gli aspetti negativi e crescendo come dobbiamo, a partire da domenica prossima”.

“Andiamo in campo…in meta”

I ragazzi di “Andiamo in campo…in meta”

Lo stadio del Rugby si apre all’Istituto Comprensivo Schininà

Una giornata all’aria aperta, per un primo, importante, approccio, con il terreno, che è poi l’aspetto più bello del nostro sport.

E il fiume umano degli oltre 50 alunni dell’Istituto Comprensivo Maria Schininà di Ragusa, grazie al Dirigente Scolastico, prof.ssa Lucia Palummeri, ha potuto sperimentarlo da vicino, proprio allo Stadio del Rugby di via Forlanini.

Un incontro, nell’ambito del progetto “Andiamo in campo…in meta”, che è parte di un percorso iniziato con una serie di incontri nell’Istituto Scolastico, per i primi rudimenti legati alla teoria e alla motricità, in vista della “prova” dal vivo.

Il fantastico mondo del mini-rugby

“E’ andata molto bene – spiega Rossana Vindigni, mini-rugby – oltre al buon riscontro in termini di partecipanti, l’aspetto più importante è legato alla soddisfazione e alla gioia dei ragazzi appena usciti dal campo. Il segreto? Coinvolgerli al meglio, aiutarli nelle prime esperienze con il terreno e con un pò di fango, e far vivere loro tutto il nostro mondo, con il sorriso sulle labbra, sempre”.

Prossimamente, si tornerà a scuola, per un nuovo incontro in classe. Ma l’appuntamento con il gioco dal vivo, è solo il primo di una lunga serie per i giovani rugbisti in erba.

Il mini-rugby allo stadio di via della Costituzione

“E’ importante – spiega la prof.ssa Giummarra – anche la presenza dei genitori, per far vedere loro tutta la bellezza del nostro sport. Spesso, gli aspetti più belli del rugby non sono conosciuti; e, occasioni come questa, ci permettono di aprire le porte della nostra realtà, e farla apprezzare anche a chi non la conosce”.